Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Torre Santa Susanna

Maestre indagate: il gip respinge richiesta pm di sospensione dal lavoro

"Mancanza di gravi indizi". La pubblica accusa chiedeva 12 mesi di interdizione. Le insegnanti: "Quelle parole solo per stimolare la resa scolastica dei bambini. Nessun maltrattamento sui nostri alunni, accuse false”

BRINDISI – “Nessun maltrattamento sui nostri alunni: chi sostiene il contrario, dice il falso perché mai e poi mai abbiamo strattonato oppure offeso i bambini della classe. La verità è un’altra: in alcune occasioni abbiamo usato qualche parola probabilmente avvertita dai genitori come forte, per esempio asinelli, solo per stimolare la resa scolastica”. Interrogatorio fiume, ieri, per le due maestre di una scuola primaria di Torre Santa Susanna finite sotto inchiesta per presunti maltrattamenti ripetuti su minori di 14 anni, in relazione a quando avvenuto in una classe dell’istituto nel periodo di tempo compreso fra aprile e giugno scorsi.

Le insegnanti hanno affrontato il fuoco di fila delle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, al fianco degli avvocati Cosimo Lodeserto e Giuseppe Gallù, per respingere le ipotesi di reato contestate nell’avviso di garanzia notificato nei giorni scorsi dai carabinieri ai quali sono stati delegati gli accertamenti. Sulla base degli elementi raccolti in fase di indagine e costituiti dalle immagini registrate da alcune telecamere nascoste nella classe, il sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, aveva depositato al gip una richiesta per una misura interdittiva della durata di dodici mesi, vale a dire la sospensione dal lavoro.

Il gip, all’esito dell’interrogatorio, ha respinto l’istanza sostenendo che non ci siano gravi indizi, di conseguenza le maestre potranno tornare nella loro classe. A questo punto la difesa attende la chiusura delle indagini preliminari: spetta al pm decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio dinanzi al Tribunale oppure se chiedere l’archiviazione, passando in ogni caso dall’udienza preliminare.

La notizia di un procedimento penale in atto nei confronti di due maestre di un istituto di Torre Santa Susanna aveva scosso la comunità dividendola di fatto in due, tra colpevolisti e innocentisti. Al momento, nel fascicolo delle indagini preliminari risultano le trascrizioni delle conversazioni registrate e le foto estrapolate dal video, sulla base delle quali l’accusa ha sostenuto la sussistenza di elementi tali per contestare episodi di maltrattamenti, in particolari strattoni e insulti.

In più di qualche occasione le maestre si sarebbero rivolte agli alunni chiamandoli “asini” o “ciucci” o ancora “scemo”, “ignorante” e “rimbadito”. A un alunno, in più circostanze, sarebbe stata anche negata la possibilità di andare in bagno.  Particolare che le maestre hanno escluso nel corso dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip. Le indagini sono partite dall’esposto presentato da due donne di Torre Santa Susanna, amiche di una mamma di un alunno, secondo la quale in classe avvenivano episodi da approfondire.

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