Cronaca

Il gip non convalida l'arresto dei tartufai: "Non abbiamo commesso alcun furto"

Il gip del tribunale di Brindisi non ha convalidato l’arresto dei due tartufai salentini, Giuseppe Lolli, 56 anni, e Stefano Donno, 30 anni, residenti a Corigliano d’Otranto (Lecce), sorpresi mentre raccoglievano dei tartufi nel terreno privato di un’azienda agricola situata nelle campagne di Oria

Il terreno di Oria in cui i tartufai hanno raccolto i ttartufi

ORIA - Il gip del tribunale di Brindisi non ha convalidato l’arresto dei due tartufai salentini, Giuseppe Lolli, 56 anni, e Stefano Donno, 30 anni, residenti a Corigliano d’Otranto (Lecce), sorpresi mentre raccoglievano dei tartufi nel terreno privato di un’azienda agricola situata nelle campagne di Oria. Secondo i carabinieri i due avevano perpetrato un furto. Ma i diretti interessati smentiscono risolutamente e il giudice del resto li ha rimessi in liberta, annullando la misura degli arresti domiciliari. 

Nella nota che pubblichiamo di seguito, Giuseppe Lolli fornisce la sua versione dei fatti.

Per raccogliere i tartufi in Puglia è necessario possedere uno specifico patentino. Io ho il numero 1.  La raccolta dei tartufi è libera nei boschi naturali e nei terreni incolti, ma il proprietario del terreno può riservarsela con la semplice apposizione di cartelli o tabelle, esenti da qualsiasi tassa o imposta, posti ad almeno tre metri d'altezza dal suolo, lungo il confine del terreno, a una distanza tale che essi siano visibili da ogni punto d'accesso, e che da ogni cartello sia visibile il precedente e il successivo, con la scritta a stampatello e ben visibile da terra "Raccolta di tartufi riservata".

Il testo che segue è la trascrizione dell'Art. 3 della legge  regionale 25 agosto 2003, n. 13 "Disciplina della raccolta, conservazione e commercializzazione dei tartufi": il link del testo completo. Una legge che ho contribuito personalmente a scrivere come dimostrano i seguenti documenti: Autorizzazione alla raccolta di funghi ipogei... per scopi scientifici e didattici su tutto il territorio regionale in deroga alle zone vietate  (Il link)

La foto a corredo dell’articolo mostra, oltre la strada, il terreno ad Oria dove sono entrato alla ricerca di tartufi. Come si può notare non vi sono né recinzioni di sorta, ne cartelli che indicano la presenza di una tartufaia. Per questi motivi sono stato rimesso immediatamente in libertà.
Sarà mia premura avvalermi contro chiunque infanghi il mio buon nome in merito ad un arresto che, secondo il mio modesto parere, mi è sembrato oltre modo eccessivo e che verrà chiarito nei tempi della giustizia italiani davanti alle autorità competenti verso le quali ripongo la mia fiducia
 

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