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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Oria

Il Gps conduce la polizia al covo dei ricettatori: fermate due persone

Trovata nelle campagne di Oria un'auto rubata nel Leccese. Dopo giorni di appostamento, individuati i presunti ricettatori

ORIA – Avrebbero nascosto nelle campagne di Oria un’auto rubata nel Leccese. Ma il sistema di localizzazione con Gps ha condotto i poliziotti sulle loro tracce. Dopo notti e mattinate in appostamento, gli agenti del commissariato di polizia di Taurisano (Lecce) hanno eseguito un provvedimento di fermo a carico di due presunti ricettatori di Oria. Si tratta di Fabrizio Nocera, 37 anni, e Giuseppe Castrovillari, 20 anni. Uno è accusato di riciclaggio di auto di provenienza furtiva e concorso in ricettazione di autovetture di provenienza furtiva, l’altro per di concorso in ricettazione di autovetture di provenienza furtiva. 

L'appostamento

Le indagini lampo hanno avuto inizio subito dopo il furto di un’autovettura perpetrato in provincia di Lecce. La macchina era munita di sistema di localizzazione con Gps montato dall’assicurazione. Dai relativi tracciati è emerso che l’auto era stata nascosta in una zona di campagna, in agro di Oria. L’attività di osservazione dell’area, autorizzata dalla Procura della Repubblica di Lecce, ha consentito non soltanto di rinvenire l’auto rubata ma anche di scovare, nascosta tra gli ulivi, una seconda auto rubata. L’attività di osservazione è proseguita anche nei giorni e nelle notti a seguire fino a quando finalmente i poliziotti hanno braccato due uomini che nonostante l’intimazione dell’alt hanno messo in atto manovre azzardate con le proprie auto, tanto da insospettire subito i poliziotti.  

Il tentativo di fuga

Dopo diversi momenti di tensione, uno dei sospettati è stato costretto a fermarsi con la macchina mentre l’altro ha innestato la retromarcia ed è uscito fuoristrada saltando un dislivello di circa mezzo metro, andando a finire la corsa davanti ad un albero di ulivo secolare, tanto da creare anche lo scoppio dello pneumatico anteriore sinistro.  Nonostante il forte impatto, l’uomo è sceso dalla macchina ed è scappato nelle campagne. Fuga terminata dopo circa un’ora perché ritrovato dagli stessi poliziotti nei pressi della propria abitazione.

Al termine della perquisizione nelle auto dei due fermati sono stati rinvenuti due paia di guanti in gomma, un giravite a spacco della lunghezza complessiva di 22 centimetri circa ed una centralina marca Bosch decodificata, installata al posto della centralina originale codificata ed un Immobypass Car 2018 per auto Fiat, Alfa Romeo e Lancia, dispositivo utilizzato per bypassare le centraline codificate delle predette auto. 

Il telaio oggetto di furto

Da successivi accertamenti, è emerso che sull’auto sulla quale viaggiava il soggetto che si era dato alla fuga erano state applicate le targhe, posteriore e anteriore, e la targhetta identificativa, relativa ad un’autovettura Fiat Panda non oggetto di furto, ma il numero di telaio punzonato sulla carrozzeria corrispondeva abbinato ad altra autovettura Fiat Panda risultata invece oggetto di furto.

A quest’ultimo è stato contestato anche il reato di riciclaggio per aver compiuto azioni ed operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza furtiva del veicolo rubato, applicando sulla Fiat Panda rubata le targhe anteriore e posteriore di quello acquistato.  Su disposizione del pm di turno presso la Procura di Brindisi, Nucera è stato condotto presso la casa circondariale di Brindisi e, a seguito di convalida, è stato posto agli arresti domiciliari, mentre Castrovillari è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari e successivamente sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Oria. 

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