Il Mab denuncia: "Cimitero inagibile"

SAN PANCRAZIO SALENTINO – Bare scoperchiate (fortunatamente vuote), loculi aperti, resti di casse, stoffe e materiale organico sparsi per i vialetti. Odore nauseabondo. E poi tombini aperti, materiale edile accantonato agli angoli delle cappelle, sporcizia e abbandono. Fare visita ai propri congiunti nel camposanto di San Pancrazio Salentino da qualche mese significa anche camminare nel degrado e inorridire.

Oronzo Micelli

SAN PANCRAZIO SALENTINO – Bare scoperchiate (fortunatamente vuote), loculi aperti, resti di casse, stoffe e materiale organico sparsi per i vialetti. Odore nauseabondo. E poi tombini aperti, materiale edile accantonato agli angoli delle cappelle, sporcizia e abbandono. Fare visita ai propri congiunti nel camposanto di San Pancrazio Salentino da qualche mese significa anche camminare nel degrado e inorridire.

Da quando è scaduto l’appalto riguardante la gestione dei servizi cimiteriali e il bando di gara, pubblicato a marzo scorso, non è stato aggiudicato per via di un ricorso presentato da una delle ditte partecipanti, il cimitero di San Pancrazio Salentino, è stato lasciato in balia della sorte, delle intemperie, dei vandali e dei cittadini indisciplinati.

A segnalare il degrado mischiato al disagio vissuto da chi ogni giorno cerca conforto per la perdita di una persona amata pregando sulla sua tomba e trova puzza e sporcizia, un cittadino, coordinatore del Movimento Autonomo di Base, Oronzo Micelli, 53anni, a cui i suoi concittadini si rivolgono per segnalare situazioni indecenti e insostenibili.

Accettare la morte è umanamente impossibile, peggio è se si deve ogni giorno assistere a scene di bare scoperchiate con lembi di lenzuola che fuoriescono o accatastamenti di resti di casse agli angoli dei vialetti (facilmente fotografabili), che ti mettono ogni giorno davanti alla crudeltà della separazione definitiva dai propri congiunti.

“E’ da mesi che al cimitero di San Pancrazio non c’è una ditta che provveda alla manutenzione, alla tumulazione, alla esumazione e alla traslazione delle salme – spiega Micelli – il tutto è lasciato ai dipendenti delle varie agenzie funebri che non sempre eseguono i lavori secondo le procedure e non sempre le bare vengono dotate di valvola di sicurezza, che blocca la fuoriuscita dei gas sprigionati dal naturale processo di decomposizione”.

“Il risultato è un odore stomachevole che impregna costantemente l’aria che si respira al cimitero, rendendo l’ambiente più triste e orrido di quanto non lo sia già. A questo si aggiunge lo stato di abbandono in cui versa la zona di nuova costruzione dove la pavimentazione è coperta da materiale edile e ferroso, chiodi, tombini scoperchiati e non segnalati e sporcizia”.

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“Ad aprire e chiudere il cimitero c’è un impiegato dell’ufficio anagrafe e la figura del necroforo è scomparsa da mesi, questo significa che le esumazioni e le traslazioni vengono eseguite senza regole, in periodi non autorizzati e da personale non specializzato con tutte le conseguenze che ne derivano. La situazione è diventata ormai insostenibile e nessuno si sta interessando alla soluzione definitiva del problema”.

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