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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Il marito violento resta in carcere. Sarà processato per direttissima

BRINDISI – Resta in carcere Alessandro Liardo, 35 anni, brindisino, marito violento arrestato l’altra notte dai poliziotti della Sezione volanti, intervenuti giusto in tempo per strappare dalle mani della sua furia la giovane moglie. Questa mattina l’uomo, difeso dall’avvocato Giampiero Iaia, è comparso dinanzi al giudice per la convalida dell’arresto. Provvedimento che è stato confermato e nello stesso tempo il giudice ha ritenuto che l’uomo debba restare in carcere. Sia per i precedenti che ha sia per la gravità dei reati per i quali è stato arrestato. Il difensore aveva chiesto la misura più mite degli arresti domiciliari. Ovviamente non nella casa dove abita la moglie con i loro due figlioletti, ma presso l’abitazione della madre.

BRINDISI - Resta in carcere Alessandro Liardo, 35 anni, brindisino, marito violento arrestato l'altra notte dai poliziotti della Sezione volanti, intervenuti giusto in tempo per strappare dalle mani della sua furia la giovane moglie. Questa mattina l'uomo, difeso dall'avvocato Giampiero Iaia, è comparso dinanzi al giudice per la convalida dell'arresto. Provvedimento che è stato confermato e nello stesso tempo il giudice ha ritenuto che l'uomo debba restare in carcere. Sia per i precedenti che ha sia per la gravità dei reati per i quali è stato arrestato. Il difensore aveva chiesto la misura più mite degli arresti domiciliari. Ovviamente non nella casa dove abita la moglie con i loro due figlioletti, ma presso l'abitazione della madre.

Il difensore, inoltre, ha chiesto che il processo venga svolto con il rito direttissimo e ottenuto l'assenso del giudice e del pubblico ministero di udienza, ha chiesto i termini a difesa. L'udienza per la discussione e per la sentenza è stata fissata per il 10 novembre. Liardo era stato arrestato l'altra notte. Al 113 della Questura era giunta una telefonata anonima. Una donna chiedeva aiuto. Dove e perché non fu detto, perché la donna dopo aver pronunciato la parola "aiutatemi", aveva chiuso la comunicazione.

Gli agenti, grazie alle tecnologie disponibili, riuscirono a individuare la via dalla quale era partita la telefonata: via Mecenate, al rione Commenda. Due pattuglie giunsero in via Mecenate e individuarono immediatamente l'abitazione. Le grida si sentivano dalla strada. Sfondarono la porta e irruppero proprio mentre Liardo colpiva al volto la moglie, sotto gli occhi dei due figli che gridavano e piangevano.

Era ubriaco. Si scagliò contro i poliziotti, Fu ammanettato e portato in carcere, mentre la moglie fu condotta al Pronto soccorso dell'ospedale Perrino dove le furono diagnosticate varie escoriazioni ed ecchimosi e la rottura di un timpano. Stando agli accertamenti svolti dai poliziotti, l'uomo, che è noto alle forze dell'ordine per reati contro la persona e il patrimonio, non era la prima volta che picchiava la moglie. In carcere finisce con le accuse di violenza e maltrattamenti in famiglia, lesioni personali alla moglie e resistenza a pubblico ufficiale.

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