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Il Monumento ai Caduti brindisini: "Una sintesi del dolore di tanti”. Un libro sul suo restauro

Fu realizzato dallo scultore Edgardo Simone per i cinquecento concittadini caduti per la Patria durante la Grande Guerra

BRINDISI - È stato di grande interesse l’incontro di studio organizzato dall’Archivio di Stato di Brindisi in occasione della presentazione del libro curato dal professor Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi del Salento: una prestigiosa pubblicazione su “Il restauro del Monumento ai Caduti brindisini di Edgardo Simone”, edita da Mario Congedo Editore.

Il Monumento ai Caduti brindisini, situato in Piazza Santa Teresa, fu realizzato dallo scultore Edgardo Simone per i cinquecento concittadini caduti per la Patria durante la Grande Guerra. Pochi giorni fa, il primo giugno, il monumento è stato restituito alla città dopo essere stato restaurato e valorizzato da un importante progetto illuminotecnico. Il restauro è il risultato della collaborazione tra pubblico e privato, tra l’amministrazione comunale di Brindisi e la Chemgas srl.

Massimo Guastella (2)-2-2

Il libro curato dal professor Guastella è stato presentato nel chiostro dell’Archivio di Stato di Brindisi, alla presenza del commissario straordinario, dottor Santi Giuffrè. All’importante momento di studio hanno partecipato qualificati relatori i cui saggi sono racchiusi nel volume presentato ieri. Presenti nel chiostro, tra il numeroso pubblico, autorità civili e militari.

Per la direttrice dell’Archivio di Stato di Brindisi, dottoressa Francesca Casamassima, che ha aperto i lavori con il suo indirizzo di saluto, il lavoro di restauro svolto “costituisce una garanzia di tutela di questa importante testimonianza storico artistica, patrimonio della città di Brindisi”. Restauro “fortemente voluto dal Commissario Giuffrè in considerazione dell’evidente deterioramento del monumento a quasi novant’ anni dalla sua realizzazione. Restauro reso possibile grazie al generoso contributo della Chemgas nella persona dell’ingegner Bechi”, afferma la direttrice.  

Il tavolo della presentazione-3

La dottoressa ha quindi ricordato la collaborazione ventennale tra l’Archivio di Stato e il professor Guastella e l’interesse e il lungo lavoro di ricerca del docente per l’artista brindisino Edgardo Simone. Per la presentazione del libro, l’Archivio di Stato ha esposto alcuni documenti originali riguardanti il Monumento ai Caduti brindisini.

Il commissario straordinario, Santi Giuffrè, ha parlato dell’importanza della sinergia tra pubblico e privato, ringraziando la squadra di alto profilo scientifico messa su dall’ingegner Bechi per aver lavorato in perfetta sintonia, restituendo nei tempi canonici il monumento restaurato. “La città doveva ad Edgardo Simone quest’opera, questa realizzazione”, afferma Giuffrè, “e siamo contenti di averlo voluto fare”.

Da sinistra, Guido Bechi e Mario Congedo-2

L’ingegner Guido Bechi, dirigente della Chemgas srl, azienda che ha sostenuto economicamente il restauro del monumento e la pubblicazione del volume, ha presentato la propria azienda che opera nel Polo Petrolchimico di Brindisi: “La Chemgas è la più piccola delle aziende che operano nel polo Petrolchimico. È, direi, un ganglio nodale per il Petrolchimico. È un punto di riferimento per l’Italia del Sud, dal Molise alla Sicilia, per il rifornimento di gas tecnici”. L’ingegnere, che da dieci anni opera a Brindisi e sta per terminare la sua missione in città, afferma poi: “Questo lavoro mi ha appassionato perché era bello l’obiettivo che abbiamo fissato con il Commissario Giuffrè, che abbiamo vissuto assieme con entusiasmo”. E conclude: “Vorrei che il monumento che il tempo corrode tutto, fosse corroso dal tempo e non dalle persone”.

Le autorità presenti nel pubblico-2

A coordinare l’incontro culturale è stata la professoressa Letizia Gaeta, delegata del Rettore alla conoscenza, ricerca e messa in valore dei Beni Culturali dell’Università del Salento, che ha messo in evidenza la bellezza e la qualità del catalogo, i suoi contenuti, come sia incentrato scientificamente, con un ritmo e un racconto molto serrato dei diversi momenti: dalla nascita del monumento alla collocazione negli spazi della città. Nel catalogo si parla molto della tipologia del Monumento ai Caduti, del restauro, del recupero del materiale.

Dopo l’intervento dell’editore Mario Congedo, che ha messo in risalto la bellezza delle illustrazioni presenti nel catalogo e la frequenza di stampe antiche, di tempere, su questo argomento, è seguito l’intervento della dottoressa Maria Piccarreta, Soprintendente  all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, che ha curato l’introduzione del volume. La dottoressa ha evidenziato un altro aspetto importante nell’iter del restauro: il rendere la piazza omogenea al monumento: “Ci si è lasciati guidare dal monumento stesso e dal volerlo non solo raccontare, ma che si raccontasse da solo, sia di giorno che di notte. E questa è la cosa più bella che si può dire di tutta questa esperienza”.

Annalisa Gresti di San Leonardo-2

L’intervento successivo è stato quello della dottoressa Maria Ventricelli, funzionario dell’Archivio di Stato di Brindisi, che ha ricostruito la complicata storia della scelta dell’ubicazione del Monumento ai Caduti di Edgardo Simone, attraverso i documenti conservati in archivio. La dottoressa, ha concluso il suo intervento affermando che “ancora una volta la costruzione del racconto che emerge dallo studio dei documenti d’archivio, può e deve essere di ausilio alle altre discipline di ambito storico, artistico e architettonico, e provare  a dare spiegazioni di scelte compiute in passato e delle scelte d’oggi”.

L’incontro culturale è proseguito con la lettura di una lettera scritta a New York dall’artista Edgardo Simone al Podestà di Brindisi l’8 settembre 1928, interpretata dall’attore Gino Cesaria e con l’intervento della dottoressa Annalisa Gresti di San Leonardo, restauratrice del monumento.

Il pubblico-5-45

La restauratrice  ha parlato delle condizioni in cui si trovava il Monumento ai Caduti prima del restauro conservativo e della scelta della pulitura ecologica per lo stesso. Di aspetti più specifici del restauro ha invece parlato Giovanni Quarta, ricercatore del Cnr presso l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali di Lecce, che ha relazionato sulle cause di un’alterazione cromatica del marmo bianco di Carrara.

Marco Piovella, della Lighting and, ha descritto il progetto illuminotecnico sul Monumento ai Caduti di Brindisi, per il quale è stato fatto uno studio tipico delle grandi opere.  

La copertina del libro di Guastella-2

La presentazione del libro è terminata con l’intervento del professor Massimo Guastella, curatore del volume, che ha sottolineato come l’Archivio di Stato di Brindisi sia davvero il luogo della partenza della ricerca di qualità e delle tante attività che si sono svolte in questa città. Per Guastella il monumento ai caduti brindisini “è una sintesi del dolore di tanti”. “Per  molta gente guardare un monumento ai Caduti d’Italia, guardare un monumento come questo, significava un momento di grande commozione perché qualcuno aveva perso un figlio, aveva perso un fratello, aveva perso un padre. Qualcuno aveva perso più figli, più fratelli, perché erano andati in cinquecento, erano i Caduti da onorare, dice la lettera del 1928, onorare cinquecento concittadini che erano morti al fronte, che erano morti per questa nazione, per questa Patria”. Il professore ha concluso il suo intervento ricordando come Edgardo Simone avesse pensato al monumento ai Caduti come ad un monumento fontana, un monumento da vivere a dimensione umana, da vivere di fronte. Al termine della serata l’attore Gino Cesaria ha letto una lettera dell’artista brindisino datata 1939.

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