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Il nuovo prefetto di Brindisi Valerio Valenti

Il nuovo prefetto di Brindisi Valerio Valenti

“Brindisi non ha bisogno del Messia, ma di un risveglio delle coscienze”

Il nuovo prefetto Valenti: "Posto incantevole trascurato nell'indifferenza generale: ogni cittadino deve rimboccarsi le maniche, io posso anche fare da supplente al pugile in ko però chiedo responsabilità per superare le emergenze, dalla criminalità al lavoro, ai rifiuti". Nel pomeriggio incontro con il commissario Giuffrè: "Abbiamo lavorato assieme al Ministero"

BRINDISI – “Credo che Brindisi non abbia bisogno del Messia e che non debba aspettare alcun salvatore: ha necessità di risvegliare le coscienze sopite da tempo se vuole essere davvero artefice del suo destino, se intende superare le emergenze che la bloccano, come il lavoro, la sicurezza e i rifiuti”. Il primo giorno del nuovo prefetto Valerio Valenti, subentrato ad Annunziato Vardè, è un turbinio di incontri ufficiali che di ufficiale  però hanno poco, perché il massimo rappresentante dello Stato, in terra di Brindisi, stringe la mano ai suoi interlocutori.

“Sono io che devo presentarmi e dire quale sarà la mia missione, l’obiettivo che intendo raggiungere in questa decima esperienza, da Nord a Sud”. Arriva da Brescia, realtà distante centinaia e centinaia di chilometri da Brindisi, non solo dal punto di vista geografico. “Ho già chiesto ai miei collaboratori uno spaccato della provincia e del capoluogo che è rimasto senza un’amministrazione democraticamente eletta, con un commissario, Santi Giuffré, che io conosco personalmente perché abbiamo condiviso un periodo di tempo a Roma, presso il ministero”. L’incontro tra Valenti e Giuffrè è previsto nel pomeriggio: insieme dovranno affrontare una serie di problematiche ereditate da gestioni politiche. E a Brindisi, lo racconta la cronaca, la politica degli ultimi anni ha fallito.

“Mi rendo conto – dice – che il prefetto viene chiamato in causa, come ultima spiaggia quando le Istituzioni non riescono a trovare soluzioni, per questo garantisco che la porta sarà sempre aperta ma chiedo responsabilità a tutti. Ai Comuni e ai sindaci e per quanto riguarda più da vicino Brindisi, faccio appello alle coscienze di ognuno, condividendo in pieno il messaggio che mi ha rivolto questa mattina il vescovo. Bisogna ritrovare la dignità. Dignità per il lavoro, per la sicurezza e per la salute”.

“Sono disponibile a fare da sostegno e anche da supplente in una fase difficile, quando ho di fronte un pugile che è ko sul ring, e allora sì che serve la rianimazione, ma non posso tollerare che vi sia indifferenza. Non è un rimprovero, sia chiaro, è un invito alla collaborazione perché solo se c’è sistema, è possibile superare le emergenze. Faccio un esempio: ieri sera, appena arrivato a Brindisi, mi sono fatto una passeggiata in centro e ho visto che la città è bellissima, ha degli scorci suggestivi, ma è trascurata e se lo è, vuole dire che c’è indifferenza. Situazione che non posso tollerare, non fa parte di me. Penso che se il singolo fa la sua parte, conferendo i rifiuti nei cassonetti, ad orari stabiliti, e se non si parcheggia in divieto, ecco questo è già un buon inizio. E’ esattamente questo che intendo come risveglio delle coscienze che – aggiunge – deve necessariamente partire dalle nuove generazioni”.

“Solo parlando e formando i giovani è possibile avviare un sistema virtuoso ed è questo il senso della crescita culturale che, evidentemente, è mancata a Brindisi così come in altre realtà. Questa città sconta un deficit che deve essere colmato. Anche perché non ci sono, su questo territorio, esempi di personaggi illustri: a Brescia c’è stato Mino Martinazzoli, segretario Dc. Gli esempi, adesso vanno cercati nelle piccole cose: ognuno di noi deve essere esempio per gli altri”. Nel processo di risveglio delle coscienze, il nuovo prefetto ha già preso contatti per incontrare il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale in modo tale da definire una serie di appuntamenti degli istituti: “Serve condivisione, voglio ascoltare e capire le esigenze dei ragazzi che sono senza filtri, sinceri, liberi da incrostazioni che invece possiamo avere noi che abbiamo i capelli bianchi”.

Sul piano della vita quotidiana, Valenti punta sulla sicurezza: “Deve essere un concetto ordinario a cui prestare attenzione costante e non solo in occasione di eventi sporadici ed eclatanti”, dice. “L’impegno c’è e ci sarà, con pazienza e al tempo stesso con preoccupazione tenuto conto della carenza di fondi e del vuoto istituzionale relativo alle Province”. I dati a Brindisi, con riferimento all’ultimo mese, evidenziano una ripresa delle rapine: “Serve repressione e al tempo stesso bisogna lavorare per la prevenzione. Ho chiesto le statistiche per avere contezza del fenomeno, ma mi rendo conto che la percezione dei brindisini è altra”, dice. “Non va sottovalutato il fenomeno degli incendi delle auto: bisogna capire quali sono le reali cause dei roghi. E ripeto, lo Stato far la sua parte, ma serve la collaborazione dei cittadini”.

Infine il tema dell’accoglienza che il nuovo prefetto ha voluto affrontare sin da subito, essendo Brindisi una terra aperta ai flussi di migranti: “E’ una questione nazionale, avvertita qui e per questo intendo dialogare con le istituzioni locali perché sono convinto che l’accoglienza si può avere e si deve avere. E’ possibile avviare percorsi virtuosi per l’integrazione, avviando protocolli d’intesa con i Comuni, partendo dal presupposto che i migranti non sono un peso, ma possono essere destinati ai lavori socialmente utili”. Finita la conferenza stampa di presentazione, la porta del suo uffici è rimasta aperta. Aperta al territorio, partendo da Brindisi.

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