Il parroco e il voto: "Rabbia e passione"

BRINDISI - “In prossimità delle prossime amministrative 2012 sento il dovere di chiedere a voi il coraggio di schierarsi, con passione e rabbia dalla parte della democrazia partecipata e responsabile!”. Ed ancora: “Chiediamo e scegliamo qualcuno che abbia il coraggio di restituire al cittadino la dignità di ‘organizzare’ la politica, che si ponga come interlocutore e non come ‘sepolcro imbiancato’, dispensatore occasionale di favori. Qualcuno che incominci a fare politica smettendo finalmente di parlarne, qualcuno che creda che fare politica è, per dirla con Don Milani: ‘Amare le creature giorno per giorno come fanno le maestre o le puttane’”.

La parrocchia di Bozzano

BRINDISI - “In prossimità delle prossime amministrative 2012 sento il dovere di chiedere a voi il coraggio di schierarsi, con passione e rabbia dalla parte della democrazia partecipata e responsabile!”. Ed ancora: “Chiediamo e scegliamo qualcuno che abbia il coraggio di restituire al cittadino la dignità di ‘organizzare’ la  politica, che si ponga come interlocutore e non come ‘sepolcro imbiancato’, dispensatore occasionale di favori. Qualcuno che incominci a fare politica smettendo finalmente di parlarne, qualcuno che creda che fare politica è, per dirla con Don Milani: ‘Amare le creature giorno per giorno come fanno le maestre o le puttane’”.

Lettera di benedizione pasquale alle famiglie, con tanto di invito a schierarsi. Parole forti che faranno senza dubbio discutere quelle di don Francesco Caramia, parroco della chiesa San Giustino de Jacobis al rione Bozzano. La tradizionale lettera di benedizione pasquale (al quarto anno) farà certamente riflettere i parrocchiani ma più che sul senso della fede e del significato della benedizione, sulla scelta politica che i brindisini, ed in particolare i parrocchiani del quartiere Bozzano, si apprestano a fare.

Quest’anno il messaggio – contenuto in due pagine fitte - non tocca solo i temi della carità cristiana ma va oltre. Nel messaggio del parroco irrompono le amministrative di maggio, il voto, la politica.  La chiesa scende in campo e chiede un atto di coraggio, il prete chiede ai parrocchiani di andare a votare di avere il coraggio di schierarsi con  rabbia e passione, dalla parte di una democrazia partecipata e responsabile.

Critica la campagna elettorale: un siparietto di parole, slogan nauseanti, il sospetto - scrive don Francesco - che in gioco ci sia il potere, il privilegio piuttosto che il servizio alla politica dei bisogni: “Ancora una campagna elettorale di nuovo, troppo presto il consueto carosello di nomi e candidature. Ricomincia puntuale il siparietto delle parole che, da qui a poco diventeranno slogan nauseanti; dei volti che compaiono su troppi manifesti appiccicati su ogni spazio della nostra città. Ritorna puntuale il sospetto, che sempre più tende ad assomigliare ad una consapevolezza, che in gioco ci siano il potere, il privilegio e la posizione piuttosto che il servizio e la politica, quella vera, fondata sui bisogni e sulla perché il futuro è sempre una ricerca attiva”.

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“A tutti voi parrocchiani chiedo il coraggio di schierarsi, con passione, e rabbia, con oculatezza e serietà dalla parte del bene comune; non contro l’avversario di turno, ma dalla parte della democrazia partecipata e responsabile, perciò libera, dalla parte della speranza, dalla parte di una città in cui ognuno abbia il diritto non solo di abitare ma di vivere. Con l’affetto di sempre vostro don Francesco”. Parole che non mancheranno di aprire una discussione.

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