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Il parroco: "Adesso in Paradiso è la piccola Matilde a tenere in braccio la sua mamma"

LATIANO – C'è un dolore composto, raccolto, stringendosi attorno ai parenti di una famiglia che non c'è più. Anche se madre e figlia, come ha ricordato il prete nell'omelia, resteranno sempre insieme. Come erano accanto davanti all'altare, la bara di Benedetta Costantini, 21 anni, e quella bianca con il corpicino di Matilde, undici mesi appena. I loro nomi nello stesso manifesto, a raddoppiare uno strazio che non trova consolazione. Non può, non c'è scampo, come ha fatto il destino con quell'auto sabato sera. In quel dannato tratto, tra Mesagne e Latiano, con la Fiat Punto che si è ribaltata, mettendo fine all'esistenza di mamma e figlia, mentre il papà, Giovanni Bardaro (26 anni proprio oggi), che era alla guida, è ancora in ospedale a lottare tra la vita e la morte. Matilde l'hanno trovata accanto al motore, l'hanno vista dopo, nessuno poteva immaginare che potesse esserci anche lei, in quella tragedia consumatasi in un attimo, dove non c'era più strada.

LATIANO - C'è un dolore composto, raccolto, stringendosi attorno ai parenti di una famiglia che non c'è più. Anche se madre e figlia, come ha ricordato il prete nell'omelia, resteranno sempre insieme. Come erano accanto davanti all'altare, la bara di Benedetta Costantini, 21 anni, e quella bianca con il corpicino di Matilde, undici mesi appena. I loro nomi nello stesso manifesto, a raddoppiare uno strazio che non trova consolazione. Non può, non c'è scampo, come ha fatto il destino con quell'auto sabato sera. In quel dannato tratto, tra Mesagne e Latiano, con la Fiat Punto che si è ribaltata, mettendo fine all'esistenza di mamma e figlia, mentre il papà, Giovanni Bardaro (26 anni proprio oggi), che era alla guida, è ancora in ospedale a lottare tra la vita e la morte. Matilde l'hanno trovata accanto al motore, l'hanno vista dopo, nessuno poteva immaginare che potesse esserci anche lei, in quella tragedia consumatasi in un attimo, dove non c'era più strada.

Una Latiano incredula, ancor prima che commossa, ha partecipato ai funerali di Benedetta e Matilde, questo pomeriggio, presso la chiesa madre. Chiesa gremita e poche parole, che quelle non servono a darsi una spiegazione. La gente entra, alcuni cercano i familiari per le condoglianze, altri nemmeno se la sentono, si fermano molto prima, gelati di fronte ai due feretri, uno accanto all'altro. Sopra la bara della piccola Matilde, qualcuno ha messo i suoi pupazzi di pelouche preferiti: Minnie e Winnie the Pooh. L'ultimo regalo alla più innocente delle vittime della strada, un invito - chissà - quasi a continuare a giocare altrove, perchè il tempo della vita terrena ha reso impossibile pure quello.

Fuori dalla chiesa, i latianesi si guardano con aria stranita: non ci crede nessuno, di ritrovarsi lì a celebrare la scomparsa improvvisa di due anime giovani, giovanissime, e c'è ancora un papà che deve salvarsi. Coscienti tutti, comunque, che non sarà facile nemmeno dopo. Soprattutto dopo.

Il parroco, don Antonio Carrozzo, non trova le parole, ed è impossibile non comprenderlo: tocca a lui spiegare l'inspiegabile, trovare un senso a due fini ingiuste. "Prima di tutto - dice nella breve omelia - volevo esprimere a nome di tutti i cittadini di Latiano la vicinanza nei confronti dei familiari. Vi vogliamo bene, vogliamo confortarvi e lo faremo. Spero mi capirete - ha aggiunto commosso -, perchè è dura per me trovare le parole, e se anche le trovassi non servirebbe a molto".

E' don Carrozzo a ripetere la domanda che in questo momento si pongono tutti: "Perchè? A chi dobbiamo aggrapparci? A Gesù, perchè solo lui può darci la forza per capire ciò che è accaduto".

Il dolore è lacerante, le anziane signore che hanno trovato posto nella pur grande chiesa si sostengono a vicenda. Il parroco lancia un messaggio di conforto ("La vita è bella, tragedie come questa ci fanno capire che va vissuta in ogni minuto"). La fotografia del dolore passa anche da un pensiero di don Carrozzo, che arriva dritto al cuore: "Tutti noi sappiamo che è sempre una madre a proteggere la propria piccola. Ebbene, a me piace pensare che in Paradiso le parti si invertano. E ora è Matilde a tenere in braccio Benedetta, a sostenerla".

"E' la piccola Matilde a chiedercelo - conclude il parroco -, ci suggerisce di vivere bene, lo chiede a noi che abbiamo ancora tanto tempo". Ci guarda, la piccola, con quella foto sulla bara. Sorride, ha ancora vicino la sua mamma.

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