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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Il pentitismo scuote la criminalità, ma nascono nuovi gruppi: la relazione della Dia

Ecco la la mappa della criminalità organizzata brindisina nell'ultimo aggiornamento nella Direzione investigativa antimafia al ministro dell'Interno, quello del secondo semestre del 2013

ROMA – Il sodalizio Campana-Rogoli controlla settori della malavita di Brindisi, Mesagne, Ostuni, Fasano e San Pietro Vernotico. I concorrenti Vitale-Pasimeni-Vicientino parte della criminalità di Bindisi, Mesagne, Ostuni, Fasano, Francavilla Fontana, San Pietro Vernotico. Torre Santa Susanna resta un territorio esclusivo del clan Bruno. La famiglia Brandi è dominante nel capoluogo, Brindisi. Annis a S.Pietro Vernotico. Il clan Buccarella controlla come sempre Tuturano. Penna (uno dei pentiti più importanti) aveva influenza a Mesagne. Questa la mappa della criminalità organizzata brindisina nell’ultimo aggiornamento nella Direzione investigativa antimafia al ministro dell’Interno, quello del secondo semestre del 2013.

Ma questa geografia dell’anti-Stato è stata scossa, dice la Dia, dall’inizio della collaborazione di alcuni “esponenti di spicca della frangia brindisina e mesagnese della Sacra corona unita”, e ridotta nelle sue capacità operative. La risposta, al momento, sono gli atti intimidatori nei confronti della famiglia di uno dei collaboratori di giustizia. Dall’instabilità derivano anche alcuni focolai di conflittualità cui sono legati due ferimenti, avvenuti l’1 settembre e il 18 ottobre scorsi, quelli di Roberto Licci ed Enrico Colucci, avvenuti entrambi a Brindisi.

La Dia annovera tra le operazioni di polizia finalizzate a scardinare i nuovi network del crimine il blitz denominato “Game Over” contro 44 presunti esponenti dei clam Campana e Buccarella operanti nella fascia Tuturano, San Donaci, Cellino San Marco, San Pietro Vernotico e Torchiarolo, condotta il 18 novembre del 2013, e dediti alle estorsioni e al traffico di droga. L’operazione “Zero” del 14 ottobre aveva invece colpito esponenti dei clan Campana, Buccarella, Bruno, Vitale-Pasimeni-Vicientino, Penna, per quattrro omicidi e sei tentati omicidi avvenuti tra il 1997 e il 2010 in provincia di Brindisi e in Montenegro.

I reati principali. Secondo la Dia, si deve ritenere dal numero degli attentati e delle intimidazioni che “il fenomeno estorsivo sia endemicamente diffuso in tutta la provincia”. Anche se in modo meno evidente, lo anche l’usura. Ma l’attività principale della criminalità organizzata brindisina resta la droga, anche se passando ai reati denunciati al primo posto ci sono le rapine (103 nel secondo semetre 2013), poi i  danneggiamenti, quindi i danneggiamenti seguiti da incendi, gli incendi, le estorsioni, gli attentati, il riciclaggio. Fenomeno rilevato come nuovo settore di espansione, il controllo del gioco elettronico e il tentativo di ripresa del contrabbando di sigarette (operazione Sveti Nikola del 28 settembre 2013).

Le conclusioni della Dia sono: instabilità del contesto criminale sia alla frantumazione dei gruppi storici collegati alla Scu, che alla comparsa di nuove formazioni. Una valutazione comune anche per Lecce e Taranto.

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