Cronaca

Feto morto partorito in bagno, il pm: “Un anno e 4 mesi per omicidio colposo"

La requisitoria al termine del processo in cui è imputata una donna brindisina residente in paese della provincia, affetta da obesità: ha sempre sostenuto di non essersi accorta di essere incinta. La madre, citata come testimone, si è avvalsa della facoltà di non rispondere

BRINDISI – "Omicidio colposo per aver partorito un feto morto, all’ottavo mese di gravidanza, nel bagno della sua abitazione": il pm ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi per la donna rinviata al giudizio del Tribunale di Brindisi.

La richiesta di pena è stata avanzata questa mattina dal sostituto procuratore Raffaele Casto nei confronti della donna, 40 anni, brindisina, residente in un paese della provincia, affetta da obesità come riportato nel capo di imputazione nel quale è stato contestato il fatto-reato relativo a quanto avvenuto nell’abitazione della famiglia, nel mese di luglio 2009.

L’imputata, difesa dall’avvocato Angelo Dragone del foro di Brindisi, ha sempre sostenuto di non essersi accorta di essere incinta. Non risultano esserci state visite. Quella mattina partorì in bagno. Stando a quanto accertato dal medico legale, il feto aveva il cordone ombelicale attorno al collo: venne alla luce senza vita, all’ottavo mese di gravidanza.

Secondo il rappresentante della pubblica accusa, ci sono tutti gli estremi per sostenere l’accusa di omicidio per colpa, e per questo ha chiesto l’ascolto di alcuni testimoni tra i quali il medico legale e la madre della donna. Quest’ultima oggi, in udienza, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, riconosciuta nei casi in cui esiste un rapporto di parentela con l’imputato.La sentenza del Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, giudice Barbara Nestore, è attesa nelle prossime ore.

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