Obiettivo integrazione per i migranti minorenni dello Sprar di Mesagne

Il progetto della Cooperativa Oasi, che gestisce la struttura, comincia a prendere corpo

MESAGNE – “Integrazione possibile” è l’obiettivo del progetto della Cooperativa Oasi, che a Mesagne gestisce lo Sprar Minori, la struttura del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati riservata ai ragazzi giunti in Italia attraverso il Canale di Sicilia, senza genitori o altri parenti.

“Appartenere a un territorio può avere diversi significati. Si può nascere in un luogo e viverlo per tutto il resto della propria vita. Ma si può anche lasciare quel luogo e viverne un altro, almeno per una parte della propria esistenza. E allora occorre mettere il coraggio tra le proprie mani e adattarsi, ambientarsi, iniziare a definire i contorni geografici di nuovi spazi. Questo accade per molti e in particolare per i ragazzi ospiti del progetto Sprar Minori di Mesagne, gestito dalla Cooperativa Oasi. Ragazzi che fanno uno sforzo quotidiano in questa direzione”, spiega un comunicato della cooperativa.

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“Perché facile non è, soprattutto per questi giovani, superare la percezione della diversità: volti nuovi, tempi diversi, una fiducia che si fa fatica a recuperare, una difficoltà di decodificazione di tutto ciò che li circonda. Ma la forza di volontà rappresenta l’elemento fondamentale di questo loro lungo viaggio. È la Cooperativa Oasi ad avere individuato, insieme ai propri operatori professionisti, una delle possibili chiavi di lettura per oltrepassare le difficoltà attraverso un costante lavoro di integrazione e condivisione con la comunità locale”.

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“Sono realmente tante le attività che i ragazzi ospitati realizzano nel contesto locale. Cuore e mani per Mesagne. Cuore e mani per aggiungere, un passo dopo l’altro, significati al proprio cammino. Dalla partecipazione alla Giornata della Legalità organizzata lo scorso 29 maggio a Mesagne – sottolinea il comunicato - all’impegno di carattere ambientale con gli amici del movimento ‘Un sacco di gente con il sacco in mano’ per ripulire il boschetto di Contrada Tagliata. E ancora l’aiuto fattivo garantito a ‘La casa di Zaccheo’ fino al laboratorio di falegnameria messo in piedi in questi giorni per la realizzazione di manufatti che saranno disponibili in occasione della prossima giornata mondiale del rifugiato”.

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“In ognuna di queste attività c’è sforzo, dedizione ma anche sensibilità, voglia di partecipare e mettersi in discussione. C’è un costante superamento di un limite che è personale – dice la nota della cooperativa - e al tempo stesso comunitario, sociale ma anche psicologico, operativo e umano. In ognuna di queste attività c’è l’integrazione possibile”.

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