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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Il pizzaiolo: “Mi chiesero 5 mila euro, in cambio di protezione. Poi lo sconto"

BRINDISI - Chi tace e subisce, e chi si ribella e denuncia, anzi registra. Proseguono gli interrogatori delle vittime nell’aula bunker del tribunale di Brindisi, il processo è quello ai nipotini della Scu di San Pietro Vernotico, che anche oggi hanno assistito imperturbabili alle dichiarazioni dei testimoni chiamati in causa dal pubblico ministero Milto De Nozza. Come Alessandro Sanapo, titolare della pizzeria Paradiso a San Pietro Vernotico, che ha ripetuto fedelmente le richieste estorsive formulate ai suoi danni dai giovani aguzzini, puntualmente impresse nel telefonino premendo il tasto per registrare le conversazioni.

BRINDISI - Chi tace e subisce, e chi si ribella e denuncia, anzi registra. Proseguono gli interrogatori delle vittime nell'aula bunker del tribunale di Brindisi, il processo è quello ai nipotini della Scu di San Pietro Vernotico, che anche oggi hanno assistito imperturbabili alle dichiarazioni dei testimoni chiamati in causa dal pubblico ministero Milto De Nozza. Come Alessandro Sanapo, titolare della pizzeria Paradiso a San Pietro Vernotico, che ha ripetuto fedelmente le richieste estorsive formulate ai suoi danni dai giovani aguzzini, puntualmente impresse nel telefonino premendo il tasto per registrare le conversazioni.

I fatti risalgono a un anno prima dell'arresto, il pizzaiolo è titolare di una nota e avviata attività commerciale a San Pietro, che puntualmente viene presa di mira dalla ghenga di ragazzini emuli di Totò Riina che tengono sotto scacco tutta la città a botta di attentati dinamitardi e incendi. Nel libro paga, naturalmente, vogliono iscrivere anche l'esercente che viene contattato dapprima con le buone. Il consiglio è quello di pagare subito, 5mila euro sull'unghia, in cambio di protezione e di tranquillità. Quando l'esercente spiega che i tempi di crisi hanno travolto anche lui, che i contanti sono pochi, i suoi interlocutori dei quali non conosce volti e nomi ma solo la fama sempre più temibile, quelli gli fanno lo sconto, e scendono da 5 a mille euro.

Non sanno che il commerciante non è assolutamente disposto a pagare, e con la registrazione dell'intera trattativa, si reca dai carabinieri che organizzano il tranello. D'accordo con i militari Sanapo dà appuntamento ai giovani aguzzini per la consegna del denaro richiesto. I carabinieri intanto, gli hanno preparato una busta con delle banconote fotocopiate, e lo seguono sulla via dello scambio. Al momento della consegna, qualcosa va storto. I giovani estorsori si accorgono, in qualche modo, della presenza dei militari, e mandano il piano all'aria. Il pizzaiolo torna al lavoro il giorno dopo con il sangue raggelato, ma non durerà per molto. La cosca imberbe sarà arrestata da lì a poco.

Il pizzaiolo ha detto in aula, a chiare lettere, di non essersi mai pentito di avere denunciato, che l'avrebbe rifatto. I risultati sono arrivati, insieme alla tranquillità. Prossimo appuntamento in aula fissato per il 4 maggio, con la incredibile testimonianza del ginecologo Marcello Potì, rapinato sotto casa dopo aver assistito la moglie di uno dei giovani estorsori.

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