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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Oria

Il racket delle badanti: le facevano arrivare dalla Georgia e le mettevano sotto estorsione

ORIA – Un ufficio di collocamento illegale, non solo perché“importavano” clandestinamente donne dalla Georgia, che piazzavano sia come badanti sia nei lavori nei campi, ma anche perché le taglieggiavano pretendendo sino al 50% della paga mensile. Questa mattina i “nuovi caporali” sono stati arrestati. Sono tre persone residenti ad Oria: Lia Chkheidze, 46 anni, nativa della Georgia, residente a Oria, il marito Giovanni De Bari, 44 anni, e Marcello Guidone, 34 anni, pure di Oria. I tre sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso in territorio italiano di donne extracomunitarie prive di documenti. E sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsioni e minacce. De Bari è anche accusato di stalking nei confronti di due donne che in tempi diversi avevano dato lavoro come badanti a due ragazze georgiane procurate loro dalla coppia.

ORIA - Un ufficio di collocamento illegale, non solo perché"importavano" clandestinamente donne dalla Georgia, che piazzavano sia come badanti sia nei lavori nei campi, ma anche perché le taglieggiavano pretendendo sino al 50% della paga mensile. Questa mattina i "nuovi caporali" sono stati arrestati. Sono tre persone residenti ad Oria: Lia Chkheidze, 46 anni, nativa della Georgia, residente a Oria, il marito Giovanni De Bari, 44 anni, e Marcello Guidone, 34 anni, pure di Oria. I tre sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a favorire l'ingresso in territorio italiano di donne extracomunitarie prive di documenti. E sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsioni e minacce. De Bari è anche accusato di stalking nei confronti di due donne che in tempi diversi avevano dato lavoro come badanti a due ragazze georgiane procurate loro dalla coppia.

I tre sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Licci, su richiesta del sostituto procuratore Milto De Nozza. Li hanno prelevati all'alba dalle rispettive abitazioni. Era ancora buio quando li hanno portati nei locali della compagnia carabinieri Francavilla per le formalità che precedono il trasferimento in carcere. Nel corso delle indagini sono state arrestate anche Sopio Kiknadze, 41 anni, e Mzia Tchikadze, 38 anni, entrambe georgiane, responsabili di inottemperanza all'ordine di espulsione emesso dalla Questura di Brindisi. Si tratta di persone arrivate per lavorare in Italia, come le altre.

Secondo i risultati delle indagini a capo di questa organizzazione c'erano Lia e Giovanni De Bari, anche se l'uomo viene indicato come colui che ha avuto un ruolo di comando vero e proprio, "sebbene in un contesto caratterizzato da una perfetta distribuzione dei compiti". Guidone, invece, aveva un ruolo di intermediazione con le aziende agricole presso le quali le donne fatte arrivare dalla Georgia trovavano lavoro. Perché, come abbiamo già detto, non venivano utilizzate solo come badanti, ma anche in agricoltura.

Lia e Giovanni De Bari avevano ormai una lista di clienti fissi, mentre altri erano occasionali, come gli agricoltori che occasionalmente assumevano, ovviamente in nero, queste donne. Per ogni donna collocata al lavoro pretendevano dalle stesse il pagamento di una quota mensile, oltre alle spese per farle entrare in Italia. Con le buone o con le cattive. Se qualcuno si attardava veniva minacciata. E non c'era da scherzare. La stazza del De Bari e le maniere molto forti della sua compagna, non lasciavano possibilità di scelta. Lia Chkheidze teneva nel terrore anche alcune persone assistite. Spesso ricorreva alle maniere forti percuotendole (per lo più si trattava di anziane, sole e disabili) per non farle protestare e ridurle alla ragione. E suggeriva alle badanti che lei e il marito facevano arrivare ad Oria di comportarsi allo stesso modo. E' chiaro che questo modo di essere della donna e del suo compagno, incuteva timore e tutte pagavano senza battere ciglia.

Le indagini vengono avviate nell'agosto del 2009 a seguito della denuncia di due ragazze georgiane che tramite questo terzetto avevano raggiunto Oria ed erano state collocate come badanti non solo presso famiglie di Oria, ma anche di Comuni vicini. Ragazze esasperate, costrette a cambiare ogni mese un'assistita e costrette a pagare la tangente. Esasperate e impaurite dai presunti aguzzini, tanto da spingerle a rivolgersi ai carabinieri sebbene sapevano di incappare nell'espulsione. Il sistema che i tre avevano adottato era ingegnoso. Facevano arrivare a Oria le ragazze clandestine e le mandavano al lavoro come badanti. Dopo un mese, dicendo ai datori di lavoro che non erano soddisfatte di come si stavano comportando, le sostituivano con altre. In modo che il giro fosse vasto e loro potessero guadagnare il più possibile.

Durante le indagini gli investigatori hanno rintracciato quattro cittadine georgiane, tutte impiegate come badanti, arrivate a Oria a seguito dell'interessamento di Lia e Giovanni De Bari. Le ragazze raccontano ai carabinieri cosa è accaduto, come sono state contattate, la richiesta preventiva del pagamento della percentuale sul mensile. Per tutte e quattro è scattato il provvedimento di espulsione. Due non sono partite e sono state arrestate. Giovanni De Bari è anche accusato di stalking. Secondo gli investigatori "metteva in essere atti persecutori sia nei confronti di cittadine georgiane, sia di cittadine italiane, cagionando in loro uno stato di ansia oltre che il timore di pericolo per la propria incolumità personale e comunque tale da obbligarle a modificare alcune abitudini di vita". L'uomo avrebbe contattato le vittime telefonicamente facendo discorsi a sfondo sessuale. Alcune di loro erano talmente terrorizzate da spegnere per giorni il telefono cellulare. Alcune sono arrivate anche a cambiare il numero.

Ed a contorno di tutto questo c'è anche lo spaccio di droga (hashish) del quale risponde De Bari. Si riforniva di droga a Taranto e la vendeva ad Oria. Fu sorpreso, ed arrestato, mentre cedeva alcune dosi ad un quarantenne oritano. Nel corso della perquisizione nella sua abitazione furono trovati altri dieci grammi di hashish suddiviso in dosi. Questa mattina è ritornato in carcere con nuove e più pesanti accuse.

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