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Cronaca

Il rapinatore violento resta in cella

BRINDISI - Nessuna attenuazione è stata disposta dal gip Paola Liaci per Vincenzo Leo, il 23enne che è accusato di aver compiuto una violenta rapina, con sequestro di persona e pestaggio, oltre che di aver violentato la commessa che teneva in ostaggio.

BRINDISI - Nessuna attenuazione è stata disposta dal gip Paola Liaci per Vincenzo Leo, il 23enne che è accusato di aver compiuto una violenta rapina, con sequestro di persona e pestaggio, oltre che di aver violentato la commessa che teneva in ostaggio all'interno della gioielleria di Latiano in cui ha fatto irruzione mercoledì scorso.

Il gip ha convalidato l'arresto e ha disposto che il giovane brindisino, difeso dall'avvocato Marcello Tamburini, resti sottoposto alla custodia cautelare in carcere, seppur con qualche accorgimento sul regime detentivo.

Leo era in cura ed era ospite di una comunità, agli arresti domiciliari per una tentata rapina compiuta il 18 febbraio al Penny di Brindisi, quando è scappato via e armato di forbici e tagliaunghie ha fatto irruzione all'interno dell'oreficeria, dotata di sistema di videosorveglianza.

Aveva ottenuto l'attenuazione della misura proprio per via del suo stato di salute ma non ha osservato gli obblighi, è evaso dalla comunità e, in tutta solitudine, ha commesso un'azione così folle da sembrare inverosimile. Le telecamere hanno filmato ogni istante e le immagini sono ora a disposizione dei carabinieri che lo hanno arrestato e del sostituto procuratore che coordina le indagini, Milto Stefano De Nozza.

Ha trascinato la sua vittima, l'unica rimasta nell'attività commerciale, in un retrobottega: l'ha picchiata, l'ha privata della libertà. Non solo, ha lasciato che i suoi più bassi istinti prevalessero, in quegli attimi concitati. Ai militari ha saputo soltanto dire "non ci sto con la testa". Al pm e al gip ha poi spiegato di non ricordare esattamente cosa accaduto.

Le contestazioni sono gravissime, la vittima è sotto choc. L'intera cittadina è sconvolta per quanto è accaduto e emerso dall'attività investigativa. Leo si trova nella casa circondariale di via Appia e per il momento non vi saranno per lui forme di indulgenza, riguardo alla tipologia di misura cautelare. Resta dietro le sbarre, non è ipotizzabile altra soluzione.

In attesa che la ricostruzione dei fatti sia più chiara e che gli accertamenti clinici che non si occupano unicamente di constatare quale sia il suo stato di salute, ma anche se vi fossero forme di alterazione psicofisica, siano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

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