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Il ricordo del capitano Orlando De Tommaso a 120 anni dalla sua nascita

Oria onora il suo concittadino, morto durante la Seconda guerra mondiale, con una lapide ed un convegno di studi

“Amerei anche io godere le bellezze della natura in un luogo dove c’è pace e beatitudine … ma nel mio cuore non c’è che un sentimento: quello che può avvertire un soldato, pronto a dar tutto per la Patria. Spero e mi auguro che gli eventi migliorino e che si possa uscire al più presto a nuova luce, quella luce che tutti – i veri italiani – bramano di vedere nel cielo d’Italia”.

Roma, estate 1943

Nei giorni concitatissimi del settembre 1943, il Capitano dei carabinieri, Orlando De Tommaso comandava la 4a Compagnia del II Battaglione allievi CC di stanza a Roma. Il giorno dopo l'armistizio, il 9 settembre, mentre il re, il presidente del Consiglio, i ministri fuggivano da Roma per rifugiarsi a Brindisi, i deboli reparti dei "Granatieri di Sardegna" contrastavano paracadutisti tedeschi alla periferia della Capitale, la 4a Compagnia CC fu mandata di rinforzo alla Magliana. De Tommaso cadde alla testa dei suoi uomini, nel vano tentativo di fermare l'avanzata tedesca verso Roma. La massima ricompensa al valore, è stata conferita all'ufficiale con questa motivazione:

"Comandante di compagnia allievi carabinieri impegnata per la difesa della capitale, nella riconquista di importante caposaldo che truppe tedesche avevano strappato dopo sanguinosa lotta a reparto di altra arma, mosse all'attacco con slancio superbo, trasfondendo nei suoi giovanissimi gregari grande entusiasmo ed alto spirito combattivo. Dopo tre ore di aspra ed alterna lotta, in un momento decisivo delle sorti del combattimento, per trascinare il suo reparto inchiodato dal fuoco nemico a poche centinaia di metri dall'obiettivo e lanciarlo contro l'ultimo ostacolo, non esitava a balzare in piedi allo scoperto, sulla strada furiosamente battuta, affrontando coscientemente il supremo sacrificio. Colpito a morte da una raffica di arma automatica, cadeva gridando ai suoi carabinieri: "Avanti! Viva l'Italia". Il suo grido e il suo olocausto, galvanizzando il reparto, lo portarono d'impeto, in una nobile gara di eroismi, alla riconquista dell'obiettivo".

Era nato ad Oria (Brindisi) il 16 febbraio 1897 da Giovanni e Francesca Nisi, dov’è vissuto sino al 1907, quando con la famiglia si è trasferito a Taranto. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, mettendo in mostra le non comuni doti di soldato ed ufficiale, continuò la carriera militare nel corpo dei Carabinieri Reali.

Al rigore ed alla inflessibilità militare, gli faceva contraltare un animo solare, intimamente proiettato alla perlustrazione del bello e dell’assoluto.

Non è difficile leggere in filigrana tra le righe della sua memoria, proprio nei giorni in cui l’Italia andava incontro all’incognita dell’armistizio e di una stagione di guerra ancora lunga, l’anelito per la terra natìa, i luoghi beati e soleggiati della sua, la nostra terra di Brindisi che da lì a pochi giorni avrebbe rivestito il ruolo di luogo della rinata speranza nazionale.

Caduto alla Magliana (Roma) il 9 settembre 1943, all’ufficiale oritano, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria è intitolata una via della Capitale. Sempre a Roma, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, al capitano De Tommaso è intitolata la caserma nella quale hanno sede: la Scuola Allievi Carabinieri; la "Legione allievi carabinieri"; la Banda dell'Arma dei Carabinieri; il Centro lingue estere dell'Arma nonché la Fanfara della Scuola.

Oria sua città natale, lo onora e celebra da sempre e qui basti citare gli sforzi del suo concittadino ed amico Don Pasquale Marsella e nel giorno del suo 120 anniversario dalla nascita, gli tributa con una lapide ed un convegno di studi, il giusto ricordo.

A  far luce sul contesto storico nel quale si inserisce il supremo gesto eroico del capitano Orlando De Tommaso, il prof. Giuseppe Patisso, dell’Università del Salento, mentre a presentare il volume “Una vita per un ideale, la prof.ssa Anna Maria Andriani.

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