Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Via Perrino

Il rogo in questura forse causato da un cortocircuito dell'impianto antincendio

Pare sia stato provocato da un cortocircuito dell’impianto antincendio il principio di incendio che nella serata di ieri (1 ottobre) si è verificato in un deposito della questura situato al pian terreno.  Questo sarebbe il responso dell’ispezione effettuata fino a tarda sera dai vigili del fuoco, in presenza del questore Roberto Gentile

BRINDISI – Pare sia stato provocato da un cortocircuito dell’impianto antincendio il principio di incendio che nella serata di ieri (1 ottobre) si è verificato in un deposito della questura situato al pian terreno.  Questo sarebbe il responso dell’ispezione effettuata fino a tarda sera dai vigili del fuoco, in presenza del questore Roberto Gentile. Stamani nei corridoi dell’edificio di via Perrino si sentiva ancora puzza di bruciato. In alcuni locali c’erano i residui della polvere fuoriuscita agli estintori, entrati in funzione automaticamente. 

Erano circa le ore 19,30 quando è scattato l’allarme. Immediatamente è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco attraverso il 113. Sul posto si è subito recata una squadra di pompieri, seguita da un’autoscala.  Inizialmente si temeva che il rogo si stesse sviluppando nei piani alti. Percorrendo via Porta Lecce, del resto, si vedeva una colonna di fumo (in realtà si trattava proprio della polvere degli estintori) che fuoriusciva dalle finestre sul retro, con vista sul parcheggio di via Spalato. 

Nel giro di qualche minuto si è appurato che il focolaio, spento sul nascere, si era sviluppato in un magazzino pieno di articoli di  cancelleria e cavi elettrici. I pompieri hanno perlustrato tutti i piani per verificare che altrove non ci fossero ulteriori focolai. Tutto questo mentre alcuni migranti giunti dalla Calabria venivano identificati nell’ufficio Immigrazione, prima di essere trasferiti in pullman verso i centri di accoglienza della provincia. 

Fin dai primi momenti si è presa in considerazione l’ipotesi di un cortocircuito. Ma ha del paradossale il fatto che ad andare in tilt sia stato proprio l’impianto che gli incendi dovrebbe spegnerli, anziché provocarli. E qualcuno, per sdrammatizzare, ci ha scherzato su: “Dopo gli allagamenti (più volte, nel recente passato, la questura ha dovuto fare i conti con le esondazioni di canale Patri, ndr) adesso ci tocca fronteggiare anche gli incendi”. 

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