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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca

Il Settecento brindisino e il monsignore

BRINDISI - Un altro pezzo di storia locale, il Settecento brindisino, e il ricordo di uno dei suoi più illustri protagonisti, l’arcivescovo Annibale De Leo.

BRINDISI - Un altro pezzo di storia locale, il Settecento brindisino, e il ricordo di uno dei suoi più illustri protagonisti, l?arcivescovo Annibale De Leo, sono stati riproposti durante il XXX Colloquio di Ricerca storica promosso dalla Società di Storia patria per la Puglia, sezione di Brindisi, e svoltosi martedì a Palazzo Nervegna. Il convegno, intitolato ?Dal secolo dei lumi alla monarchia amministrativa. Ricordo di monsignor Annibale De Leo (1739-1814)?, ha avuto il patrocinio del Comune di Brindisi ed è stato aperto dal professor Antonio Mario Caputo della Società di Storia patria per la Puglia-Brindisi, il quale ha esposto la biografia di monsignor De Leo compresa tra il 1739 e il 1814, anno di nascita e morte di De Leo.

Arcivescovo della nostra città dal 29 gennaio 1798, Annibale De Leo istituì a Brindisi la prima biblioteca pubblica (che porta il suo nome), dotata di numerosi e preziosi testi. Del crescente interesse di cui fu oggetto il porto brindisino nel secolo dei lumi ha parlato invece il professor Giacomo Carito della Società di Storia patria. La città, che aveva un ruolo marginale nel contesto degli interessi economici spagnoli, assunse invece un?importanza centrale per gli austriaci, interessati a controllare l?Adriatico, e per i Borboni, che promossero i lavori che avrebbero dovuto allargare la foce del porto ma che per via degli errori commessi dall?ingegnere Andrea Pigolati fu ostruito.

In questo periodo furono inoltre presi provvedimenti per sviluppare il commercio e promuovere l?istruzione attraverso l?istituzione, a Brindisi, di una scuola di base pubblica e gratuita. I regolamenti del 1789 stabilirono, infine, i criteri di accesso all?amministrazione cittadina, che si apriva così all?apporto della collettività mettendo da parte il sistema di rappresentanza per ceti.

La formazione giuridica di monsignor Annibale De Leo, che ebbe i natali a San Vito dei Normanni, è stata invece messa in risalto dall?intervento del professor Gianfranco Liberati dell?Università degli studi di Bari. Il ?Codice diplomatico brindisino?, ?Sull?origine del rito greco nella chiesa di Brindisi?, e ?Dell?antichissima città di Brindisi e suo celebre porto? sono le opere e le ricerche storiche, pubblicate per la maggior parte dopo la morte dell?arcivescovo, dalle quali questa formazione giuridica emerge, così come dalle sue proposte per la riduzione a coltura dell?agro di Brindisi emerge invece l?influenza esercitata su De Leo dalle letture dei fisiocratici francesi.

Il convegno è terminato con le conclusioni di Monsignor Domenico Caliandro che ha rilevato l?attualità dell?approccio di Annibale De Leo ai problemi che la quotidianità impone.

 

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