Il sindaco di San Vito: "Meglio gli Sprar che i Cas calati dall'alto"

La politica dell’apertura degli Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, è la strada migliore che i sindaci possono seguire per garantire un equilibrio nella distribuzione dei migranti tra i Comuni del territorio

Migranti tra San Vito e Carovigno. Sotto, il sindaco Domenico Conte

SAN VITO DEI NORMANNI – La politica dell’apertura degli Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, è la strada migliore che i sindaci possono seguire per garantire un equilibrio nella distribuzione dei migranti tra i Comuni del territorio. Lo dice il primo cittadino di San Vito dei Normanni, Domenico Conte (amministrazione di centrosinistra), in risposta alle polemiche sull’apertura di un Cas (Centro di accoglienza straordinaria)nel Resort dei Normanni, a un paio di chilometri dal centro abitato sulla ex statale 16 per Brindisi.

Nel Cas saranno alloggiati 152 ospiti. Ma sugli accordi tra Prefetture e operatori privati i sindaci non possono interloquire e non hanno alcun potere di veto, e se l’amministrazione comunale di San Vito dei Normanni avesse trovato meno polemiche strumentali e la necessaria collaborazione nella ricerca di proprietari di abitazioni disposti a cederle in fitto come Sprar, rispondendo all’avviso del Comune, molto probabilmente la Prefettura di Brindisi non avrebbe avuto la necessita di ubicare nel territorio sanvitese anche un Cas.

Ora si tratta di riportare al centro l’obiettivo di realizzare il programma Sprar, che assegna a San Vito dei Normanni 68 migranti, sottolinea il sindaco Domenico Conte, per evitare che vengano individuate alle possibilità di aprire altri Cas. E ne spiega la ragione. “Le continue polemiche sulla questione immigrati a San Vito dei Normanni, molte delle quali artatamente alimentate, impongono l’ennesima precisazione dell’amministrazione che dirigo, con l’obiettivo di far comprendere meglio, a chi lo vorrà, il senso delle iniziative sin qui adottate”, ha fatto sapere Domenico Conte.

“ Innanzi tutto va precisato che a seguito degli accordi Anci-Ministero dell’interno al nostro Comune è stata assegnata la quota massima di 68 immigrati con lo status riconosciuto di richiedenti asilo o rifugiati. L’amministrazione comunale, informando puntualmente tutto il consiglio comunale attraverso lo strumento della conferenza dei capigruppo, proprio per scongiurare l’apertura di Cas ed evitare l’arrivo di un numero molto più elevato di immigrati, ha definito l’apertura di uno Sprar proponendo con pubblico bando una manifestazione d’interesse verso i cittadini sanvitesi affinché venissero concessi in fitto alcuni appartamenti, pagati dal Ministero dell’interno, per ospitare un primo nucleo di immigrati di circa 30 persone”.

Domenico Conte-2

“A beneficio di quanti credono di speculare sul tema, ricordiamo – prosegue il sindaco di San Vito - che gli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) garantiscono la cosiddetta “seconda accoglienza”, favorendo l'integrazione delle persone già titolari di protezione internazionale, mentre i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) ospitano tutti i richiedenti asilo giunti nel nostro paese e in attesa di definizione del loro status”.

Va altresì ricordato, aggiunge Conte, “che i Cas sono gestiti da privati che partecipano a bandi delle Prefetture e che nulla possono opporre i sindaci a fronte di tali assegnazioni. Pare quindi del tutto evidente che in presenza di un centro Sprar, nessun Cas sarebbe mai stato aperto sul nostro territorio. Per questi motivi e per escludere l’ipotesi di apertura di altri centri Cas nel Comune di San Vito dei Normanni l’amministrazione ha riproposto il bando pubblicati già ad aprile scorso ed andato deserto”.

Ora si passa al secondo bando: “Auspico quindi che in questa occasione ci sia una maggiore consapevolezza e partecipazione da parte dei cittadini, invitando tutti a prendere visione del bando e dei termini in esso riportati. A chi crede di poter portare avanti una campagna di diffamazione diffondendo messaggi sbagliati e fuorvianti, diciamo che questa amministrazione è molto attenta a svolgere il proprio ruolo nell’interesse della comunità sanvitese, consapevole di trovarsi davanti a diversi problemi, tra i quali la gestione dell’emergenza immigrati che riguarderà purtroppo anche per il futuro la nostra nazione”.

Il sindaco Domenico Conte conclude che “proprio nella salvaguardia dell’interesse dei nostri concittadini che intendiamo attrezzarci in tempo, per essere in grado di dare risposte, politiche e organizzative, puntuali e sostenibili il tutto senza dimenticare i sentimenti di umanità e solidarietà che caratterizzano questa comunità verso chiunque, sia esso italiano, sanvitese o immigrato”.

Non va dimenticato che a pochi chilometri da San Vito, ma in territorio di Carovigno, da anni opera un altro Cas in una struttura alberghiera di contrada Colacurto, circostanza che non ha impedito alla prefettura di puntare sulla ricerca di nuovi contratti con altri operatori del settore ricettivo per realizzare altri Centri di accoglienza straordinaria, da usare come seconde linee dei recuperi in mare. Da qui l’appello del sindaco di San Vito a favore della soluzione Sprar. Boicottarla, come si è visto, non serve a nulla e può solo appesantire gli oneri per una comunità (mentre altrove si latita).

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