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Cronaca

Il sindaco di Mesagne dal prefetto: "Pronti a collaborare contro i tentativi di infiltrazione"

MESAGNE - “Siamo a disposizione della magistratura per ogni chiarimento utile agli accertamenti in corso sulle presunte infiltrazioni mafiose nel consiglio comunale di Mesagne, nell’auspicio che la procura possa chiudere e fare luce al più presto su questa vicenda”. E’ questa la sostanza del messaggio consegnato al prefetto Nicola Prete questa mattina dal sindaco Francesco Scoditti, dall’assessore ai percorsi della legalità Cosimo Faggiano, dal presidente del consiglio Fernando Orsini e dal consigliere regionale Toni Matarelli.

MESAGNE - "Siamo a disposizione della magistratura per ogni chiarimento utile agli accertamenti in corso sulle presunte infiltrazioni mafiose nel consiglio comunale di Mesagne, nell'auspicio che la procura possa chiudere e fare luce al più presto su questa vicenda". E' questa la sostanza del messaggio consegnato al prefetto Nicola Prete questa mattina dal sindaco Francesco Scoditti, dall'assessore ai percorsi della legalità Cosimo Faggiano, dal presidente del consiglio Fernando Orsini e dal consigliere regionale Toni Matarelli.

La nutrita rappresentanza istituzionale ha affidato nella mani del prefetto e del vice Erminia Cicoria, già commissario prefettizio nel comune messapico, le inquietudini intorno alle rivelazioni del pentito Ercole Penna. Il collaboratore di giustizia, oltre a riscrivere la storia nota e meno nota della Scu determinando l'ordinanza di custodia cautelare del 28 dicembre scorso a carico di 28 indagati, ha svelato l'esistenza di presunte liaison fra politici e le cosche in riarmo, parlando di voto di scambio, di appalti truccati affidati ad amici degli amici e presunte connivenze.

A poco meno di ventiquattro ore di distanza dalle indiscrezioni sulle verità rivelate di Penna, e la reazione dell'amministrazione che ha chiesto un tempestivo atto di responsabilità da parte delle persone gravate dai sospetti, sul tavolo del sindaco Scoditti sono arrivate le dimissioni di Rino Tagliente, consigliere eletto nella lista capeggiata dall'attuale assessore Gino Vizzino, poi transitato nel gruppo "Noi centro con Ferrarese". Le motivazioni ufficiali parlano di "impegni di lavoro" che terrebbero il consigliere lontano dalle responsabilità istituzionali.

E' la vicenda oggetto del dialogo avuto con il prefetto, preoccupazioni che si affacciano per la prima volta in terra mesagnese malgrado l'assedio, ultra-ventennale della Scu, che ha sempre trovato delle istituzioni sbarrate a tentativo insidioso. Il prefetto Nicola Prete, di rimando, ha manifestato assoluta fiducia nell'operato dell'esecutivo e delle assise. L'incontro si è concluso dunque con un patto di mutua collaborazione, un impegno attivo sui percorsi della legalità al fianco della magistratura inquirente al quale Penna pare abbia consegnato più di un nome, cavato dalle degli imprenditori insospettabili e della politica. Le rivelazioni insomma, non si chiudono qui.

Sulla vicenda, che ha provocato un scossone ben oltre i confini del territorio mesagnese, interviene intanto il consigliere regionale del Pdl Pietro Iurlaro: "Meglio della caccia al candidato operata, spesso senza esclusione di colpi, da partiti e coalizioni, i dirigenti locali sposino "la politica della trasparenza" per lasciare da parte quella degli interessi", invita il consigliere, e aggiunge a muso duro: "Solo così, chi oggi finge di non sapere, eviterebbe il rischio di inciampare su qualche nuvola troppo ripida. Anticipando bruscamente una discesa comunque inevitabile agli occhi della giustizia. Ma anche, e soprattutto, agli occhi delle comunità del territorio, sempre più alla disperata ricerca di legalità ed onestà".

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