Il sindaco di Ostuni: "Anche noi ci pagheremo la videosorveglianza"

Il sindaco di Ostuni: "Anche noi ci pagheremo la videosorveglianza"

Accanto a S.Oronzo presto le videocamere

OSTUNI - Telecamere puntate sulla città: “Visto che il Ministero dell’Interno tace, il progetto ce lo finanziamo da soli”. Annuncio a sorpresa del sindaco Domenico Tanzarella, pronto a “blindare” il centro. Una quarantina gli impianti di videosorveglianza, destinati ad essere collocati nei punti strategici. Preferita a Mesagne, anticipata da Oria, anche la Città bianca sarà comunque guardata a vista, nonostante il governo abbia bocciato due specifici progetti finalizzati all’installazione di un sistema di videocamere nei quartieri ad alto rischio.

Ma Tanzarella non demorde: “Il governo ci ha tagliato fuori dai finanziamenti, senza peraltro offrirci alcuna motivazione. A questo punto inutile perdere altro tempo. Il progetto si farà in ogni caso, con i fondi del Comune”. Previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche, un impegno di spesa di 500.000 euro (2010 e 2011) per il servizio di videosorveglianza.

Un taglio, quello sancito dal governo nazionale, che il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, aveva duramente contestato, chiedendo formalmente ai competenti organi del Ministero dell’Interno “di conoscere il procedimento amministrativo che ha condotto all’individuazione dei Comuni assegnatari del fondo ministeriale per la realizzazione di iniziative urgenti per la sicurezza urbana attraverso investimenti in tecnologie di videosorveglianza”.

Una protesta che il primo cittadino di Ostuni aveva già formalizzato nel dicembre scorso, a margine della seconda bocciatura del progetto trasmesso, attraverso la Prefettura di Brindisi, al Viminale. Un diniego, quello del governo, maturato nonostante il susseguirsi di eventi criminosi che, a cavallo tra il 2008 e il 2009, hanno visto coinvolti imprenditori, politici, pubblici amministratori e nonostante l’acuirsi di fenomeni di microcriminalità, con particolare riferimento ai furti nelle abitazioni e nelle contrade”.

“Nella stesura del progetto” spiega oggi Tanzarella “avevamo rappresentato analiticamente l’esigenza di legalità e sicurezza avvertita dai cittadini ostunesi e dai numerosi ospiti di Ostuni, città a forte vocazione turistica, ed avevamo evidenziato, in particolar modo, le aree sensibili della città che maggiormente necessitano di sistemi di videosorveglianza al fine di tutelare le persone e il patrimonio da atti criminosi”.

“Facendo leva sull’esigenza civica di maggiore controllo che sempre più insistentemente si percepisce da parte della cittadinanza ostunese, avevamo reiterato all’Ufficio territoriale del governo, la richiesta di accesso al Programma operativo nazionale avente come obiettivo l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei siti sensibili precedentemente individuati dall’Amministrazione. Ma anche la seconda istanza, inviata il 29 giugno scorso non ha avuto accesso all’apposito fondo”.

Da qui la protesta del sindaco: “Alla mia richiesta di chiarimenti - spiega Tanzarella-  il Ministero non ha mai risposto. Ce ne siamo fatti una ragione. Di fronte al silenzio del governo centrale, abbiano ritenuto di non rinunciare comunque al programma di sicurezza, decidendo di inserire quanto previsto dal progetto bocciato nel Piano triennale delle opere pubbliche. Le telecamere, in buona sostanza, le sistemeremo comunque in città. A nostre spese, con i fondi del Comune”. Una decina gli obiettivi sensibili” destinati ad essere coperti attraverso un sistema di circa 40 telecamere.

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