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Francesco Cascione

Francesco Cascione

Il sindaco stanco: "Potrei lasciare"

CELLINO SAN MARCO – “Non ho scheletri nell’armadio, non ho mai promesso niente a nessuno ma probabilmente qualcuno è invidioso del nome che porto. La mia famiglia ha subito numerosissimi attentati dagli anni Ottanta a oggi. Sono sul punto di mollare tutto”

CELLINO SAN MARCO - "Non ho scheletri nell'armadio, non ho mai promesso niente a nessuno ma probabilmente qualcuno è invidioso del nome che porto. La mia famiglia ha subito numerosissimi attentati dagli anni Ottanta a oggi. Sono sul punto di mollare tutto". Sono queste le dichiarazioni che il sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, avvocato penalista ha fatto all'Ansa, poche ore dopo l'attentato incendiario messo a segno nella villetta estiva di proprietà di sua madre, al confine tra la marina di Campo di Mare e Torre San Gennaro, scoperto nella mattinata di oggi.

Nel 2006 la stessa villetta fu rasa al suolo da una bomba. Poi l'incendio al portone della sua abitazione a Cellino, i colpi di mitragliatrice contro la casa dei genitori e una testa mozzata di animale indirizzata al padre Marco, sindaco di Cellino per 15 anni, scomparso qualche anno fa. L'incendio che ha devastato la villetta intestata alla madre, Pierina Metrangolo, anche lei ex sindaco di Cellino, è stato scoperto questa mattina ma da quanto ritengono i carabinieri della stazione di Torchiarolo, al comando del maresciallo Giacomo Poma, risale a qualche giorno fa.

Le pareti erano fredde e in casa non c'era ormai più odore di bruciato. Ad accorgersi dell'attentato incendiario un amico di famiglia questa mattina mentre faceva una passeggiata al mare. L'uomo non ha esitato a contattare la famiglia Cascione che si è recata sul posto insieme ai carabinieri.

Stando alle prime ricostruzioni, i piromani si sarebbero introdotti forzando il portoncino di ingresso. Una volta dentro avrebbero cosparso di liquido infiammabile gli interni, trascinando anche una bombola del gas al centro della stanza. L'incendio, però, si è esaurito da solo senza provocare grossi danni. Sul posto questa mattina si è recato il geometra di famiglia che ha eseguito un sopralluogo accertando che la stabilità della villetta non è stata compromessa.

Per il sindaco si tratta di un gesto da inquadrare nella sua attività politica. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo scorso fu data alla fiamme l'auto dell'assessore ai Servizi sociali, Gabriele Elia. La vettura, una Fiat Croma, era intestata al padre, Raffaele Elia, ex vice sindaco di Cellino, ma utilizzata dal figlio. Anche per questo episodio si ritiene che il movente sia collegato all'attività politica di Elia.

Esorta invece Cascione arestare al suo posto, il coordinatore provinciale del Pdl, Luigi Vitali: "Apprendo di un vile attentato ai danni dell'avv. Francesco Cascione, sindaco del Comune di Cellino San Marco. E' l'ultimo di una serie di atti intimidatori nei confronti dei rappresentanti dell'amministrazione comunale della cittadina brindisina. Nell'esprimere la mia vicinanza umana e politica al sindaco Cascione sicuro che egli saprà continuare ad amministrare con la schiena dritta come ha fatto sino ad oggi, mi auguro - aggiunge Vitali - che questa volta le autorità competenti prendano le iniziative del caso per debellare questi fenomeni accertandone esecutori e mandanti".

 

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