Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Operazione Uragano, scarcerati in tre: caduto vincolo associativo

Il tribunale del riesame di Lecce ha escluso la sussistenza del vincolo associativo per tre indagati dell’Operazione Uragano, condotta il 5 maggio dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi e dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce contro tre gruppi di spaccio operanti in diverse città italiane

Il tribunale del riesame di Lecce ha escluso la sussistenza del vincolo associativo per tre indagati dell’Operazione Uragano, condotta il 5 maggio dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi e dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce contro tre gruppi di spaccio operanti in diverse città italiane. Scarcerati pertanto  Marco Asuni, 54 anni, di San Pietro Vernotico, e Letterio D’Alema di Brindisi, 38 anni, di Brindisi, il primo difeso da Marco Elia, il secondo da  Giuseppe Guastella. Nei giorni scorsi per le stesse ragioni era stato scarcerato Antonio Saracino di 39 anni, di Mesagne, difeso da Carmelo Molfetta.

D’Alema e Asuni  erano indagati anche per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti oltre che di singoli episodi di spaccio. Il reato associativo, come già detto, è stato escluso per entrambi dai giudici di garanzia. Asuni era ritenuto uno dei componenti dell’associazione sampietrana capeggiata da Raffaele Renna. D’Alema era invece ritenuto componente di una delle due associazioni brindisine, quella capeggiata da Cosimo D’Alema (suo fratello), Vincenzo D’Ignazio e Jury Rosafio (l’altra associazione brindisina implicata nell’indagine Uragano è invece quella riconducibile alla famiglia Baglivo).

Il blitz del 5 maggio scorso si era svolto oltre che a Brindisi e San Pietro Vernotico, anche nelle province di Pordenone, Rimini, Forlì e Lecce. Le ordinanze di custodia cautelare spiccate furono 44, 55 in tutto gli indagati incluse sette donne. L’organizzazione più importante era quella di Renna, noto come “Puffo”, esponente di spicco della Scu nella zona sud del Brindisino, con diramazioni nelle citate province romagnole, mentre aveva una base a Maniago in Friuli il gruppo brindisino di Cosimo D’Alema. La famiglia Baglivo aveva a sua volta una rete di spaccio a Brindisi, sempre secondo gli investigatori, che si erano avvalsi anche di indicazioni fornite dal collaboratore di giustizia Ercole Penna, ex “colonnello” della Scu di Mesagne.

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