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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca Viale Regina Margherita

Il vascello di Greenpeace a Brindisi: polemica per le assenze di Consales e Vendola

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco Consales hanno disertato l'appuntamento con il vascello Rainbow Warrior, imbarcazione simbolo di Grennepeace, approdata stamani (1 agosto) alla banchina di viale Regina Margherita, nei pressi della scalinata Virgilio. L'assenza del governatore e del primo cittadino ha fatto storcere il naso ai rappresentanti dell'organizzazione ambientalista

BRINDISI – Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco Consales hanno disertato l’appuntamento il vascello Rainbow Warrior, imbarcazione simbolo di Grennepeace, approdata stamani (1 agosto) alla banchina di viale Regina Margherita, nei pressi della scalinata Virgilio. L’assenza del governatore e del primo cittadino, che solo in mattinata ha annunciato il suo forfait, ha fatto storcere il naso ai rappresentanti dell’organizzazione ambientalista, che insieme agli amministratori locali avrebbero voluto aprire un dibattito sull’impatto delle industrie, in particolare modo della centrale Enel “Federico II” di Cerano, sul territorio. La stampa, le associazioni e i movimenti politici presenti all’appuntamento (No al Carbone, Passeggino rosso, Sì Democrazia, Brindisi bene comune) sono stati accolti dal direttore generale, Giuseppe Onufrio, e dal responsabile DSC_0185-2della campagna Energia e clima, Andrea Boraschi, di Greenpeace. 

Lunga 57,92 metri per 11,30 metri di larghezza, la Rainbow Warrior, unico vascello capace di navigare le acque basse di fiumi e porti, è arrivata a Brindisi per la tappa conclusiva del tour “Non è un Paese per fossili”, che ha portato la nave lungo tutte le coste italiane in cui insistono centrali a carbone e promuovere le energie rinnovabili e l’efficienza. L’unità, come spiegato dal capitano Johan Stuart, è la terza imbarcazione di Greenpeace a portare tale nome: la prima affondò nel luglio del 1985 nel porto di Auckland (Australia) in seguito a un presunto atto di sabotaggio; la seconda, acquistata nel 1987, viene attualmente utilizzata come ospedale in Bangladesh. La nuova Rainbow warrior è stata costruita ex novo. Le sue 5 vele sono state utilizzate per il 70% del tempo impiegato per completare il giro del mondo. 

Gran parte della conferenza stampa svoltasi  bordo della nave, alla quale hanno partecipato anche Riccardo Rossi (Brindisi bene Comune) e Maurizio Portaluri, primario di Radiologia dell’ospedale Perrino di Brindisi, è ruotata intorno alle conseguenze dalla presenza sul territorio di due centrali a carbone. “La più grande, quella dell’Enel – si legge in una nota stampa di Greenpeace - è già stata classificata da uno studio dell’Agenzia Europea per l’Ambiente come l’impianto industriale più inquinante d’Italia e tra i 20 più inquinanti in Europa, con impatti esterni stimati tra i 550 e i 700 milioni di euro l’anno (si tratterebbe di danni di ordine sanitario, economico e climatico che per il 30-40 per cento colpiscono direttamente il territorio e per il restante 60% un’area compresa nel raggio di centinaia di chilometri dalla centrale Enel); nel 2013 – si legge ancora nel comunicato dell’organizzazione - è stata il nono impianto in Europa (e il primo in Italia) per emissioni di Co2”.

Un momento della conferenza stampa-3-6Andrea Boraschi si chiede se a Brindisi “esista la possibilità di discutere pubblicamente di tali problematiche”. Gli strali del responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace sono diretti soprattutto verso il presidente Vendola. “Vendola – attacca Boraschi – fino ad oggi non ha fatto vedere dei risultati nei rapporti con le centrali a carbone. Lo scorso aprile, anzi, ha fatto un intervento in cui ha dichiarato che la crescita delle energie rinnovabili nel territorio pugliese andava bloccata. Noi non vorremmo sentire questo tipo di argomenti da Vendola”. Boraschi invita quindi ad aprire un dibattito “su quando da questa città si uscirà dal carbone”. “Vorremmo una data – prosegue Boraschi – torneremo a chiedere un confronto”. 

Da Giuseppe Onufrio sposta invece il tiro sul governo nazionale. “Ancora una volta – dichiara il direttore esecutivo di Greenpeace - con questo tour, abbiamo provato a dar voce a coloro che vengono colpiti quotidianamente dalle fonti fossili e abbiamo chiarito la nostra ricetta energetica per il Paese. Se Renzi e i suoi ministri non hanno orecchie per Greenpeace e per i ‘comitatini’, né per gli scienziati che ci chiedono con urgenza di salvare il clima, ascoltino almeno i mercati e capiscano che il futuro è nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica” .  “Questo governo – prosegue Onufrio - promuove piani di ulteriore sfruttamento delle fonti fossili, anche di quel poco che c’è sotto il mare, e colpisce le rinnovabili con lo spalma-incentivi. Noi chiediamo invece che ci dica qual è la strategia italiana per decarbonizzare completamente l’intera economia da qui al 2050”.

Riccardo Rossi rimarca come Greenpeace riesca ad aprire una discussione “su un tema di cui nessuno, a Brindisi, intende parlare”. “In questa città La plancia di comando-2– insiste il leader di Bbc – non si vuole parlare di carbone. Non si vuole parlare del crimine che si sta compiendo ai danni della cittadinanza”. L’assenza del primo cittadino viene quindi definita “un atto omertoso”. “Vorremmo che il sindaco – prosegue Rossi – affronti questi problemi e vada a Roma per chiedere un riesame dell’Aia, ponendo i problemi sanitari che ci sono sul nostro territorio. Il carbone produce utili di 500 – 600 milioni di euro all’anno – dichiara ancora Rossi – e l’Enel rilascia qualche spicciolo a qualche mendicante che va a chiedere dei contributi”.
 

Portaluri, autore di vari studi sull’impatto ambientale delle centrali, spiega che le patologie neonatali e quelle cardiache, a Brindisi, sono “significativamente in eccesso”. Portaluri si dice “mortificato che anche oggi si verifichino impatti negativi derivanti dalle centrali a carbone”. Ma l’esperienza del Nord Carolina (Usa) dimostra, a detta di Portaluri, che “si può uscire dal carbone”. “Riducendo del 25% le riduzioni di Pm2 – spiega Portaluri – possiamo ridurre di tre tumori al polmone l’anno il carico di malattia”. E preoccupano poi un raro caso di leucemia insorta durante la gravidanza, diagnosticata a un neonato, e la sempre più frequente incidenza di malattie su operai giovani, con appena 10 anni di attività. 

Durante la conferenza intervengono anche Daniele Pomes, rappresentante dei No al Carbone, e Pierpaolo Petrosillo, portavoce di 40 associazioni che hanno sottoscritto una documento contro la riattivazione della centrale di Brindisi nord. In serata, a partire dalle 18,30, vi sarà una catena umana a ridosso della nave, su iniziativa dei No al carbone. Sabato 2 agosto, inoltre dalle 11 alle 20 e domenica 3 agosto dalle 10 alle 18 sarà possibile per tutti salire a bordo e partecipare a visite guidate gratuite della nave, che sarà ormeggiata alla Banchina centrale - Viale Regina Margherita (vicino Piazza Vittorio Emanuele II). (Le foto sono di Gianni Di Campi)

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