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Squadra mobile Brindisi

Squadra mobile Brindisi

Il vice dell'Antimafia: "Allarmanti quelle minacce"

BRINDISI - In barba a chi sottovaluta, quando un magistrato e tre poliziotti con ruoli nevralgici in una questura ricevono intimidazioni fuori dall'ordinario e si ritrovano ad essere destinatari di messaggi eclatanti come buste con proiettili e riferimenti alle rispettive famiglie.

BRINDISI - In barba a chi sottovaluta, quando un magistrato e tre poliziotti con ruoli nevralgici in una questura ricevono intimidazioni fuori dall'ordinario e si ritrovano ad essere destinatari di messaggi eclatanti come buste con proiettili e riferimenti alle rispettive famiglie, la questione va analizzata con tutti i crismi e dai più alti vertici istituzionali.

Lo dimostra l'intervento del vicepresidente della Commissione Antimafia, l'onorevole Claudio Fava (Sel) sul caso Brindisi dove la scorsa settimana sarebbero arrivate in Procura e Questura due lettere intimidatorie con due proiettili per parte indirizzate al sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, al capo della Mobile Alberto Somma, all'ispettore Giancarlo Di Nunno della sezione Antirapina e Antiracket e a un altro poliziotto, Annibale Cucci, che fa parte della stessa sezione, se non fossero state bloccate alle Poste di Bari.

Per Fava sono "gravi e allarmanti le minacce subite a Brindisi dal sostituto procuratore De Nozza e dal capo della squadra mobile Alberto Somma. Testimoniano il livello di pericolosità e la disponibilità allo scontro delle cosche locali. Una conferma, qualora fosse necessario, che la mafia pugliese, il suo insediamento sul territorio e la sua capacità di fuoco restano un'emergenza che non può essere sottovalutata".

Criminalità organizzata, dunque secondo Fava, la cui analisi non si discosta poi di molto da quella del procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta. Potrebbe trattarsi di un balordo, di uno o più squilibrati dalla penna facile, comunque sia in grado di procurarsi munizioni calibro 7,65, lustrarle e spedirle per posta. Ma chi si assume la responsabilità di escludere che invece non sia così? Che la concentrazione di attentati a Brindisi, in coincidenza con processi di primissimo piano, a fare da sfondo alle missive inquietanti destinate a chi lavora al soldo della legalità non sia il frutto di una mera casualità?

"Sarà nostra cura e nostro scrupolo fare in modo che il lavoro della Commissione dedichi un'attenzione immediata e non episodica alla mafia pugliese, con una riflessione concreta alle attività di contrasto politico e civile che vanno rilanciate nella lotta alle mafie. Al giudice De Nozza e al vicequestore Somma va intanto la mia e nostra solidarietà" conclude l'onorevole Fava informato sui fatti dall'onorevole Toni Matarrelli.

Inquirenti e investigatori speravano, per ragioni d'indagine, che la notizia restasse top secret. L'informazione, però, è un diritto della collettività. E fatti così allarmanti non possono essere sminuiti e vanno analizzati a fondo. Cosa sta succedendo a Brindisi?

 

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