Cronaca

Commento/ I brindisini, gli amministratori e il clochard di piazza Cairoli

Le immagini del chochard che pulisce la fontana di piazza Cairoli colpiscono più di mille discorsi e valgono più di centinaia di post su Facebook. Nelle ultime settimane abbiamo visto gli anziani che tagliano le erbacce e i ragazzi che si danno da fare per abbellire il lungomare

Le immagini del chochard che pulisce la fontana di piazza Cairoli colpiscono più di mille discorsi e valgono più di centinaia di post su Facebook. Nelle ultime settimane abbiamo visto gli anziani che tagliano le erbacce e i ragazzi che si danno da fare per abbellire il lungomare. Ma il barbone che lava la fontana è l’immagine più bella e crudele, al contempo la più inattesa, commovente e penosa. Sicuramente l’istantanea che meglio fotografa l’inefficienza delle amministrazioni locali, di cento sindaci e assessori.

È, contestualmente, anche una scossa per noi semplici cittadini. Perché di fronte ai problemi si può reagire in maniera diversa: ci si può girare dall’altra parte, criticare chi dovrebbe risolverli, oppure dare una mano per eliminarli.  Come per i rifugiati c’è chi risponde con l’intolleranza, chi fa finta di nulla e chi fa qualcosa di solidale, così per i problemi della nostra città possiamo decidere se fermarci alle lamentele, spingerci fino agli insulti a sindaci e assessori, oppure rispondere con i fatti. Che è poi il modo migliore per denunciare il malfunzionamento della macchina comunale e l’inettitudine di certa classe “politica”.

Gli anziani che ripuliscono i marciapiedi, come i genitori che sistemano le aule frequentate dai figli, o i bagnanti che rendono decente la spiaggia, valgono più di cento articoli, perché il loro gesto non solo denuncia, ma umilia chi non è più in grado di fare quello per cui è stato eletto, assunto, pagato.

Il clochard che pulisce la “nostra” fontana è un pugno nello stomaco di quegli stessi amministratori, ma anche di noi cittadini, ormai assuefatti ai comportamenti incivili di chi non raccoglie le feci dei propri cani, abbandona rifiuti ovunque, imbratta i muri dell’ospedale, occupa i parcheggi riservati ai disabili, distrugge i parchi pubblici e si eccita torturando poveri animali, ruba il kayak a due turisti.

Siamo assuefatti al peggio e all’inciviltà, oppure pronti a criticare una amministrazione che non amministra o amministra male. Però non ci ha mai sfiorato il pensiero di prendere in mano la situazione, di risolvere in proprio qualche problema. Qui non si parla certo di fare i poliziotti o i Rambo. Ma di imitare quel piccolo gesto del clochard: ripulire un giardino, cancellare le scritte su un muro, abbellire una piazza.

Non siamo tenuti a farlo, certo. Ma non lo farà nessuno, perché non ci sono i soldi o non ci sono le capacità per farlo. Allora le alternative sono due: marcire o imitare il clochard. Continuare a dire che “non cambieremo mai”, e dunque sottostare ai brindisini sporchi, maleducati e ignoranti, oppure dare il buon esempio e fare più di quello a cui siamo tenuti, per far sentire ancora più inetti e ignoranti quegli amministratori che non sanno amministrare e quei cittadini che non vogliono cambiare.

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