Ilva e Br Lng, ambientalisti contro Curto

BRINDISI – Il fronte ambientalista brindisino contesta le recenti affermazioni del consigliere regionale di Fli, Euprepio Curto, il quale alla luce del referendum svoltosi nella città di Taranto sull’Ilva che ha segnato una sconfitta per il movimento che si batte per il diritto alla salute.

Euprepio Curto

BRINDISI – Il fronte ambientalista brindisino contesta le recenti affermazioni del consigliere regionale di Fli, Euprepio Curto, il quale alla luce del referendum svoltosi nella città di Taranto sull’Ilva che ha segnato una sconfitta per il movimento che si batte per il diritto alla salute nel capoluogo jonico, fortemente compromesso – come dimostrato  dalle perizie – dalle contaminazioni causate dalla presenza dell’acciaieria più grande d’Europa, sostiene che analogo esito avrebbe avuto a Brindisi un referendum sul rigassificatore British Gas.

“Il referendum a Taranto sulla questione Ilva, nelle condizioni in cui si è svolto, non poteva avere, in termini di partecipazione, un risultato diverso perché i cittadini del capoluogo ionico, al di là delle intenzioni dei promotori della consultazione, sono stati messi di fronte, per come il referendum medesimo è stato percepito, ad una improponibile scelta tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro, entrambi di valore fondamentale e parte integrante del più ampio diritto alla vita”, osservano gli ambientalisti brindisini.

“ I poteri forti interessati hanno quindi avuto buon gioco a utilizzare l’occasione per strumentalizzare una partecipazione al voto comprensibilmente contenuta. In tale situazione quel 19 per cento che è andato a votare – si afferma nel documento inviato oggi alla stampa dal fronte del no al rigassificatore - è la punta di un iceberg che chiede allo Stato e a tutte le Istituzioni, sia sul versante giudiziario che su quello politico, l’assoluta tutela del diritto alla salute in mancanza della quale il diritto al lavoro finisce drammaticamente per essere privo di senso”.

Quindi il passaggio su Curto: “Il senatore Curto non sembra neppure sfiorato da questi problemi quando liquida la tragedia di Taranto definendola ‘clima anti industriale’ e quando afferma che se a Brindisi si fosse fatto il referendum sul rigassificatore il risultato della consultazione avrebbe dato torto alle Istituzioni locali che non rappresenterebbero ‘maggioritariamente’ la città e il suo territorio. Parole, quelle di Curto, che offendono il dolore per le vittime dei disastri ambientali a Taranto e a Brindisi, che dimostrano una singolare concezione della democrazia, che feriscono la dignità delle nostre Istituzioni rappresentative e che danno una interpretazione deformante della lotta che Taranto sta conducendo per la sua sopravvivenza”.

“La sortita di Curto sembra inoltre ignorare quanto avvenne anni addietro a Brindisi quando un referendum, chiesto per ridurre i danni ambientali provocati da produzioni di rilievo nazionale, venne dichiarato dalla giustizia amministrativa inammissibile in quanto avente  ad oggetto questioni di non esclusiva competenza locale”, conclude la nota degli ambientalisti.

Cosa aveva affermato Euprepio Curto: “Il risultato referendario sull’Ilva di Taranto è stato molto chiaro: la città di Taranto ha detto no al clima antindustriale che da qualche tempo a questa parte aveva financo messo in discussione la sussistenza del più grande impianto siderurgico d’Europa. Ma il pronunciamento ha pure indicato la strada da seguire: i grandi impianti industriali – sostiene Curto interpretando il risultato del referendum - costituiscono una opzione irrinunciabile per lo sviluppo e per l’occupazione, anche se, al contempo, vanno  salvaguardati sia l’ambiente che la salute dei lavoratori”.

“Il referendum ha però pure costituito l’occasione per toccare con mano che non era assolutamente vero che tutta la città di Taranto fosse contro la presenza dell’Ilva. Infatti, la percentuale  conseguita dimostra il contrario. Ho, quindi, motivo di ritenere che se a Brindisi per la questione ‘rigassificatore’ fosse stato indetto (come personalmente chiedevo ) uno specifico referendum, il risultato sarebbe stato sicuramente in contrasto con le decisioni assunte  definitivamente dalle Istituzioni. Che sono sì ( le Istituzioni ) una parte importante di Brindisi, ma che non la rappresentano  maggioritariamente come, invece, a lungo si è voluto far credere”. Un’equazione un po’ ardita, che gli ambientalisti respingono.

Intanto le istituzioni locali e regionali sono tutt’altro che fuori gioco. “Stamane all'incontro con il Garante dell'Aia di Ilva, Vitaliano Esposito, ho ribadito la disponibilità delle strutture tecniche regionali alla massima collaborazione con gli organi istituzionali preposti alla gestione di quel processo di normalizzazione ambientale e di adeguamento alle prescrizioni che l'Aia per il siderurgico di Taranto rappresenta", fa sapere da Bari l'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro.

"In particolare ho sottolineato la strategicità del condividere le informazioni e le evidenze di scienza affinché l'azione sinergica dei soggetti istituzionali coinvolti sia sufficientemente efficace”, aggiunge Nicastro, al termine dell'incontro con il Garante per l'Aia di Ilva tenutosi a Bari presso gli uffici regionali dell'assessorato alla Salute, con la partecipazione dell'assessore Gentile e del sindaco di Taranto Ezio Stefano, dell'assessore all'Ambiente della provincia di Taranto, Gianpiero Mancarelli, del direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, oltre che dei referenti di Asl Taranto e Ares.

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