Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Ilva, trovato il corpo dell'operaio

TARANTO - Il corpo di Francesco Zaccaria, l’operaio dell'Ilva disperso in seguito alla tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento siderurgico mercoledì scorso è stato appena recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Il corpo del 29enne originario di Talsano del Tarantino era all'interno della cabina della gru finita in mare.

Francesco Zaccaria, l'operaio Ilva morto a causa del tornado

TARANTO - Il corpo di Francesco Zaccaria, l'operaio dell'Ilva disperso in seguito alla tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento siderurgico mercoledì scorso è stato appena recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Il corpo del 29enne originario di Talsano del Tarantino era all'interno della cabina della gru finita in mare.

Il giovane gruista dell'Ilva era scomparso nelle acque del porto di Taranto intorno alle ore 12 di mercoledì scorso, quando il tornado ribattezzato Ilva, si è scaraventato contro lo stabilimento tarantino. Francesco Zaccaria stava lavorando, come ogni giorno, sulla gru nel porto che serve l'Ilva quando il braccio del grosso mezzo, a causa del vento che ha soffiato fino a toccare i 250 chilometri orari, si è staccato con l'operaio ancora all'interno della cabina di controllo, finendo in mare.

I sommozzatori dei vigili del fuoco, arrivati anche da Bari, hanno lavorato per 48 ore ininterrottamente, interrompendo le ricerche solo per qualche ora ieri quando il forte vento di scirocco aveva agitato nuovamente le acque del mare del porto di Taranto. Tra i compagni di Francesco Zaccaria l'impressione e lo sgomento sono ancora molto forti: in quell'area dello stabilimento prima dei fermi imposti dalle recenti vicende giudiziarie, lavoravano circa 500 operai. Sarebbe stata una strage.

Il cadavere è stato portato in superficie dai sub e consegnato ad unamotovedetta della Capitaneria di porto, in attesa dell'arrivo del medico legale. "Il corpo - ha detto all'Ansa uno degli ufficiali della Guardia costiera impegnati nelle ricerche - era all'interno della cabina. Siamo riusciti a individuarlo perché sono migliorate oggi le condizioni del tempo e soprattutto la visibilità, ieri limitata a dieci centimetri". La cabina guida della gru che si è spezzata ed è caduta in mare era a una trentina di metri di profondità, ricoperta da un grosso strato di fango: era stata individuata ieri, ma ad una prima, difficoltosa ispezione sembrava vuota.

Intanto si decideranno oggi a Roma le sorti dell'Ilva. Approda in Cdm, infatti, il decreto legge sullo stabilimento siderurgico del capoluogo jonico, per consentire la ripresa della produzione nello stabilimento di Taranto e "conciliare la tutela dell'occupazione e dell'ambiente e il rispetto della magistratura", assicura il premier Mario Monti al tavolo con le parti sociali, l'azienda e gli enti locali. Una strada per evitare "un impatto negativo sull'economia stimato in 8 miliardi di euro annui".

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