rotate-mobile
Cronaca

Minaccia di lanciarsi da un traliccio: carabinieri e vigili del fuoco lo salvano

Si è arrampicato un traliccio in contrada Montenegro e ha contattato i carabinieri con il suo cellulare, minacciando di gettarsi nel vuoto. I militari, con il fondamentale ausilio dei vigili del fuoco, hanno impiegato circa 3 ore per trovare l'aspirante suicida, un 30enne originario del Mali (Africa), convincendolo a scendere dalla struttura metallica

BRINDISI – Si è arrampicato un traliccio in contrada Montenegro e ha contattato i carabinieri con il suo cellulare, minacciando di gettarsi nel vuoto. I militari, con il fondamentale ausilio dei vigili del fuoco, hanno impiegato circa tre ore per trovare l’aspirante suicida, un immigrato di 30 anni originario del Mali (Africa), convincendolo a scendere dalla struttura metallica senza compiere l’insano gesto.

L’uomo si trova adesso ricoverato nell’ospedale Perrino di Brindisi, in buone condizioni di salute. La prima chiamata alla sala operativa dei carabinieri della locale compagnia è giunta dopo le 23. Lo straniero era salito in cima a un ripetitore della compagnia telefonica Telecom situato a cavallo fra le campagne di contrada Montenegro e l’invaso del Cillarese. Un pattuglia del Norm e una squadra di pompieri hanno subito avviato le ricerche. Ma il migrante, in preda alla disperazione, non era in grado di riferire la sua posizione.

Le forze dell’ordine, in sinergia con i pompieri, sono allora risaliti al segnale emesso dal telefono cellulare dell’africano, ricostruendone le coordinate attraverso il sistema satellitare Gps. Giunti sul posto a notte fonda, dopo aver controllato diversi tralicci, carabinieri e pompieri hanno iniziato a dialogare con lo straniero, cercando di tranquillizzarlo. Intorno alle 3,30, mentre un paio di uomini in divisa si apprestavano ad arrampicarsi, il malese è sceso di sua iniziativa e si è lasciato curare da un’equipe di operatori del 118 nel frattempo recatasi ai piedi del ripetitore.

Non sono ancora chiare le cause del gesto. Dai primi elementi raccolti dai carabinieri, sembra che il migrante rivendicasse o lo status di rifugiato politico o il permesso di soggiorno. Analoghe richieste, in questi giorni, sono state avanzate da un gruppo di eritrei ospitati nel Cara di Restinco, dove risiedono diversi stranieri in attesa di poter lasciare l’Italia per raggiungere parenti e amici all’estero. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Minaccia di lanciarsi da un traliccio: carabinieri e vigili del fuoco lo salvano

BrindisiReport è in caricamento