Cronaca

Nuova scoperta: l'impianto di Cdr senza piano di evacuazione per i lavoratori

La grave carenza accertata solo dopo i recenti sopralluoghi di Asl, Spesal e Vigili del fuoco. Lunedì la verifica finale. Intanto il sito di via per Pandi liberato dai rifiuti:depositati nella discarica Formica

BRINDISI – Le vie di fuga dell’impianto di Cdr sono state per ora liberate dai rifiuti, ma si scopre che la ditta Nubile non ha predisposto il piano di evacuazione dei dipendenti, in caso di incendi o incidenti, previsto dalla legge in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. E che mai è stato comunicato ai lavoratori,  per cui non c’è stata alcuna prova pratica, sotto forma di simulazione, anche questa prevista dal legislatore.

Lo si scopre oggi. Solo oggi, dopo il nuovo sopralluogo dei funzionari della Asl, tornati in via per Pandi, alla scadenza dei venti giorni di tempo riconosciuti all’impresa il 6 agosto scorso, dopo la segnalazione partita da un residente nella zona, sulla presenza di una quantità di materiale ritenuta eccessiva, tale cioè da innalzare il rischio di incendio all’interno del sito, da cui è scaturita la necessità di sospendere il certificato antincendio in attesa di un ritorno alla normalità che solo la ditta Nubile può assicurare.

In questa direzione, infatti, sono state sollevate una serie di criticità, messe a verbale e trasmesse tanto in Procura, per l’esame di eventuali aspetti meritevoli di approfondimenti penali nel caso in cui ce ne siano i presupposti, quanto in Prefettura, dove si è in attesa di capire se quel certificato vada confermato oppure revocato con conseguente chiusura dell’impianto di Cdr. Tanto Asl che vigili del fuoco e Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavori, intervenuti come autorità di polizia giudiziaria, hanno assegnato un ultimatum: venti giorni per adempiere, per ripristinare la situazione di regolarità, circostanza che richiede una diversa sistemazione dei rifiuti, con il trasporto e il successivo deposito delle balle di materiale da scarto presso la discarica Formica, ora che quella di Autigno, gestita sempre da Nubile, è finita sotto sequestro nel corso delle indagini della Procura.

La quantità di rifiuti pare sia stata ridotta, per lo meno stando a quanto trapela dal primo confronto tra la ditta e i funzionari dell’Oga, l’Organo di governo d’ambito che racchiude i venti comuni della provincia, con Brindisi capofila e proprietario del sito: dallo scorso giovedì è stato organizzato il trasferimento nella discarica privata di Formica e oggi è stato riscontrato che le vie di fuga, vale a dire le porte antincendio presenti nell’impianto, sono state liberate, così come stati sottoposti a revisione gli estintori.

Ma la questione non può ritenersi affatto chiusa perché i controlli hanno portato ad accertare che Nubile non sarebbe ancora in regola. E non da “oggi”, visto che manca il piano di evacuazione che ogni ditta, in veste di datore di lavoro, è tenuto a predisporre e comunicare al personale: si tratta di una serie di regole assieme a condotte da tenere e comportamenti invece da evitare in caso di incendio, incidente o più in generale in situazioni di pericolo.

I dipendenti hanno diritto a essere informati, in nome della sicurezza appunto, ed è necessario simulare l’evento di pericolo per verificare sul campo, ossia in pratica, chi deve fare cosa, quando e in che modo, per non trovarsi impreparati. La ratio della previsione legislativa, sotto forma di obbligo, è questa.

A questo punto la domanda è la seguente: come è possibile scoprire solo ad agosto 2015 che quel piano non c’è? E sembra che non ci sia mai stato? Eppure la società Nubile è entrata in scena, per la gestione dell’impianto di Cdr, nel 2011. Nessuno si è preoccupato di verificare questo aspetto? E ancora: era necessaria la denuncia video di un brindisino che abita a pochi metri dal cancello di ingresso dell’impianto per portare tutto alla luce del sole?

Gli interrogativi appartengono ai dipendenti, tra l’altro ancora alle prese con richieste di pagamento delle spettanze, fra stipendio di luglio e 14esima mensilità, e ad alcuni rappresentanti sindacali. Ma sono domande che serpeggiano tra l’opinione pubblica, così come tra alcuni consiglieri comunali ed esponenti dei Comuni che rientrano nell’Oga, critici sulla decisione dell’amministrazione cittadina di Brindisi di optare su una transazione con Nubile piuttosto che sulla risoluzione contrattuale, a differenza dell’ipotesi iniziale.

Fatto sta che adesso Nubile deve necessariamente mettersi in regola e in tal senso, sempre stamattina, ha comunicato di aver avviato quanto necessario per la predisposizione del piano di evacuazione, spiegando di ultimare il tutto nell’arco delle prossime 48 ore. Il che significa che bisognerà aspettare almeno altri due giorni, sebbene il termine dei venti giorni sia scaduto oggi. I funzionari della Asl, quindi, torneranno nel sito lunedì mattina e procederanno alle verifiche, per poi comunicare i risultati all’Oga. A sua volta l’organismo d’ambito convocherà l’ultima riunione tecnica, il cui verbale sarà trasmesso tanto in Prefettura che in Procura.

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