Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Fasano

Impianto abusivo per il trattamento dei prodotti ittici: sequestro e denuncia

Un impianto abusivo utilizzato per l'immersione, il risciacquo e la preparazione di prodotti ittici è stato sequestrato stamani dagli uomini della Capitaneria di porto di Brindisi

FASANO – Un impianto abusivo utilizzato per l’immersione, il risciacquo e la preparazione di prodotti ittici è stato sequestrato stamani dagli uomini della Capitaneria di porto di Brindisi al comando del capitano di vascello Salvatore Minervino, nel corso di un'attività contro gli abusi in materia ittica effettuato lungo la fascia nord della provincia. In particolar modo è fra Torre Canne e Savelletri, marina di Fasano, che i militari dell’Ufficio locale marittimo di Savelletri coordinati dal maresciallo Francesco Cristella hanno scoperto questo  macchinario rudimentale  composto da svariati metri di manichette, una pompa speciale per acqua marina ed un serbatoio della capacità di 10 quintali. 

Sul posto si sono recati anche i funzionari del Servizio veterinario (SIav) “B” dell’Asl di Brindisi ed il personale dell’Arpa Puglia - Dap di 1. DSC00652-2Brindisi per effettuare i controlli e le constatazioni di competenza, con particolare riguardo agli aspetti igienico-sanitari ed ai necessari campionamenti dell’acqua di mare rinvenuta.

Il titolare è stato denunciato per il reato previsto dall’ordinanza n. 532 del 22 ottobre 1994 della Regione Puglia che vieta tassativamente il prelievo, il trasporto, la detenzione, la vendita e, soprattutto, l’utilizzo dell’acqua di mare ai fini alimentari. Nei prossimi giorni giungeranno inoltre gli esiti delle analisi dell’acqua di mare rinvenuta stoccata nel serbatoio del ristorante.

Sempre nel medesimo tratto di litorale, nel corso di una serie di controlli presso gli esercizi commerciali situati lungo la costa, all’interno di un ristorante è stato rinvenuto un ingente quantitativo di ricci di mare, per oltre 1.500 esemplari, privi di qualsiasi documento che ne attestasse la provenienza/tracciabilità. Essendo ancora allo stato vitale, i ricci sono stati immediatamente reimmessi in mare mentre al titolare è stata comminata una sanzione amministrativa per un importo massimo di 4mila 500 euro.

4. IMG_0996-2“L’attenzione della Guardia costiera sulla somministrazione dei prodotti ittici  - si legge in una nota della Caputaneria -rimane molto alta. In particolare, per il riccio di mare, prelibatezza delle tavole nostrane che rischia di scomparire per ignoranza e malversazione, che si presta purtroppo, laddove trattato con acqua di mare direttamente prelevata senza alcuna autorizzazione e/o controllo di tipo igienico-sanitario, di diventare un pericolosissimo  veicolo di trasmissione di malattie, con conseguenze spesso davvero molto gravi”.   

La Capitaneria rimarca che “l’assenza di tracciabilità è un campanello d’allarme di attività illecite di pesca/raccolta spesso perpetrate da individui non appartenenti al ceto peschereccio e non iscritti nei registi professionali dei pescatori i quali, oltre ad effettuare l'attività di pesca con modalità illegali o loro non consentite, pongono in vendita quanto pescato in maniera altrettanto illegale, con notevole pregiudizio per la salute dei consumatori”.

Per questo dunque dal comando della Capitaneria arriva l’invito a tutti i cittadini “a non acquistare e consumare prodotti ittici dei quali non sia nota la provenienza e, nel caso di consumo effettuato presso punti di ristorazione, di accertarsi circa la provenienza e la manipolazione che il prodotto ha subito, nonché a segnalare tutti quei comportamenti illeciti di cui dovessero rendersi testimoni, comportamenti posti in essere da soggetti che operano in danno della salute e della libertà di tutti gli onesti cittadini e dell’ambiente marino”.

Per tali segnalazioni, si ricorda che sono attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 il numero di centralino della Sala Operativa 0831521022 e la casella di posta elettronica cpbrindisi@mit.gov.it mentre, per le sole emergenze in mare, il numero blu 1530.

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