Cronaca

Impianto Cdr, Noe blocca 15Tir: “Erano carichi di umido e non di indifferenziato"

Ascoltati gli autisti. Rifiuto umido e non indifferenziato negli auto-compattatori dell'Ati al servizio dei Comuni dell'Aro Brindisi 1: la scoperta è arrivata dal controllo svolto dai carabinieri del Noe di Lecce, all'ingresso dell'impianto di Cdr. A rischio la firma della transazione con Nubile: "Negligenza nella gestione, tariffe da ridurre".

BRINDISI – Rifiuto umido e non indifferenziato negli auto-compattatori dell’Ati al servizio dei Comuni dell’Aro Brindisi 1: la scoperta è arrivata dal controllo svolto dai carabinieri del Noe di Lecce, all’ingresso dell’impianto di Cdr, in via per Pandi, e ha portato al blocco dei camion, poi dirottati a Lucera.

Chi e per quale motivo abbia disposto il trasporto nel sito gestito dalla società Nubile della frazione umida proveniente dai Comuni di San Pancrazio Salentino, Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Erchie, Latiano, Oria, San Michele Salentino, Torre e Villa Castelli, è aspetto sul quale stanno indagando i militari, gli stessi che lo scorso 5 maggio hanno posto sotto sequestro la discarica di Autigno, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, per presunto inquinamento della falda. La domanda è: chi ha autorizzato il trasporto verso questa destinazione?

La condotta potrebbe avere conseguenze sul piano penale ed è per questo che in Procura è stata già consegnata al magistrato inquirente un primo rapporto su quanto è stato accertato, nel quale sono state riportate le dichiarazioni rese dagli autisti dei 15 camion, tutti appartenenti all’Associazione temporanea d’impresa che per conto dell’Aro Brindisi 1 si occupa del servizio di trasporto. In allegato ci sono i documenti trovati sugli auto-compattori che per legge devono accompagnare i rifiuti: stando a quanto si apprende, il materiale da avviare all’impianto di Cdr aveva un codice identificativo (il Cer) appartenente all’indifferenziato, ma il controllo ha portato ad accertare che si trattava di umido, escluso dal sito.

Come sia stato possibile è aspetto demandato a questo nuovo filone di indagine. Nuovo perché si aggiunge a quello sui lavori realizzati all’impianto di Cdr avviata da tempo dagli agenti della Digos i quali, di recente, avrebbero depositato la relazione conclusiva, e a quello scaturita dai sopralluoghi eseguiti il 5 e il 16 agosto scorsi dai funzionari della Asl, dello Spesal e dei vigili del fuoco, dai quali sono emerse criticità tali da sospendere il certificato di prevenzione e antincendio, per lo più legate alla quantità di rifiuti abbancata, maggiore rispetto al massimo consentito, con la conseguenza che è stato riscontrato un aumento del rischio di combustione.

Di fronte alla scoperta, l’Oga (l’organo di governo d’ambito) ha bloccato l’ingresso dei camion, chiedendo alla Regione cosa fare e soprattutto dove dirottare i mezzi: l’argomento è stato affrontato nel corso di una riunione a Bari, dalla quale è emersa la disponibilità immediata del sito di Lucera e dal prossimo 21 settembre quella di Ginosa. Il che implica un aumento dei costi di trasporto che finiranno a carico dei contribuenti perché lieviterà la tassa sui rifiuti.

A Bari  alcuni dei sindaci dei Comuni dell’Aro avrebbero anche speso più di qualche parola per informare il neo governatore della Puglia, Michele Emiliano, della situazione difficile se non addirittura emergenziale che si è venuta a creare a Brindisi, dopo il sequestro della discarica di Autigno e dopo le contestazioni legate alla gestione dell’impianto di Cdr, affidato dal 2012 alla ditta brindisina Nubile.

Critico nei rapporti tra l’Oga e la società Nubile è soprattutto il primo cittadino di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro: “A mio avviso ci sono presupposti tali per cui è possibile affermare una evidente negligenza nella gestione, sia dal punto di vista tecnico, con riferimento alla Nubile, che dal punto di vista politico e mi riferisco al Comune di Brindisi, secondo cui il futuro non può che essere legato a questa società”, dice al telefono anticipando che non sarà presente oggi pomeriggio, 3 settembre, alla riunione dell’Oga, convocata per la firma dell’atto di transazione steso dall’avvocato Roberto Palmisano di Oria per chiudere i contenziosi in atto con il privato, nell’ottica del superamento delle incognite legate all’esito, al costo e al tempo necessario per la definizione.

Caliandro non sarà il solo ad essere assente, a sentire le indiscrezioni secondo cui anche il sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, presidente dell’Aro Brindisi 1, darà forfait: “Ho parecchie difficoltà non solo a leggere il contenuto dell’accordo, dal momento che Nubile non ha svolto tutti i servizi che avrebbe dovuto e per questo è necessario tagliare le tariffe chieste in pagamento ai Comuni, ma anche a guardare le prospettive. Mi chiedo e chiedo se sia possibile seguire questa strada e se non sia il caso di pensare a percorsi alternativi”.

Dall’assessore all’Ambiente e all’Igiene Urbana del Comune di Brindisi arriva la risposta: “La transazione è stata concepita nell’interesse di tutte le Amministrazioni cittadine, così come è stato chiesto”, dice Antonio Monetti. “L’Oga ha sempre rispettato le norme e ha difeso tutti i Comuni. Quanto poi alla questione dei camion bloccati all’ingresso dell’impianto di Cdr, mi permetto di ricordare che non si può usare questa circostanza in maniera strumentale per non sedersi al tavolo previsto per la transazione perché l’umido e l’indifferenziato sono cose diverse: il primo non può andare nel sito di via per Pandi e bene ha fatto l’Oga a intervenire, cosa che peraltro è stata riconosciuta dalla Regione Puglia”.

La riunione Oga è stata confermata per il pomeriggio di oggi. Per la validità della seduta è necessario che siano presenti la metà dei comuni che ne fanno parte e per le deliberazioni dell’assemblea è richiesta la maggioranza semplice. 

Aggiornamento -  Il numero legale non è stato raggiunto a causa dell’assenza di 11 sindaci. Lo ha reso noto il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, attraverso una nota stampa in cui risponde al sindaco di San Pancrazio Salentino, Antonio Ripa. Riportiamo di seguito l’intervento di Consales. 

“Trovo sconcertanti le affermazioni fatte dal Sindaco di San Pancrazio Salentino Salvatore Ripa in riferimento alle vicende legate allo smaltimento di rifiuti dei nove comuni dell’Aro BR/1 all’interno dell’impianto di biostabilizzazione di Brindisi. Ripa sa bene che i rifiuti contenuti all’interno dei mezzi provenienti da tali comuni non rispondevano al codice CER (contenevano prevalentemente frazione organica, così come dallo stesso Ripa ammesso con apposita nota in data odierna) e che una eventuale forzatura da parte del Presidente dell’Oga rispetto al diniego opposto dal Il sindaco Mimmo Consales-4gestore dell’impianto avrebbe comportato gravissime responsabilità perché in dispregio a qualsiasi norma di legge”.

 “Nel corso dell’incontro svoltosi tra il Presidente della Regione Puglia ed i sindaci dei nove Comuni dell’Aro BR1 – era stata prospettata una situazione irrealizzabile, in quanto si ipotizzavano soluzioni non attuabili. Non a caso, ieri a Bari si è riunito un tavolo tra i tecnici dell’Oga e dell’Aro BR/1 con il dirigente dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia ed in tale sede si è convenuto sulla impossibilità di procedere con lo smaltimento di tali rifiuti nell’impianto in quanto è accertato che tale conferimento avrebbe rallentato eccessivamente il processo di biostabilizzazione. Non risponde al vero, poi, la circostanza secondo cui sarebbe stato il tecnico dell’Aro BR1 ad individuare la soluzione di Lucera in quanto tale impianto è stato preso in considerazione solo a seguito di una indagine preliminare svolta dai tecnici dell’Oga". 

"In alcun modo, pertanto – afferma ancora il Sindaco Consales – si può parlare di inerzia dell’Oga a cui, però, non può essere demandata la soluzione dei problemi di un gruppo di Comuni a discapito di tutti gli altri Comuni e del complessivo interesse della provincia di Brindisi. Mi riferisco, in particolare, alla richiesta di conferimento della frazione umida nell’impianto che tratta rifiuto indifferenziato, diversamente da ciò che hanno fatto altri undici comuni che invece hanno individuato altri impianti proprio per lo smaltimento dell’umido, anche a costo di aggravare il peso economico".

"Infine, trovo gravissima ed irresponsabile la decisione di boicottare i lavori dell’Oga (l’assenza degli undici sindaci ha determinato il mancato raggiungimento del numero legale nell’odierna assemblea dell’Oga) e quindi di non esprimere una valutazione (negativa o positiva) sull’ipotesi di transazione elaborata dalla Commissione ristretta e dal legale dell’Oga la cui scelta, peraltro, è stata fatta su segnalazione proprio del sindaco di Villa Castelli (il quale faceva parte anche della stessa commissione ristretta!!!) che oggi si chiama in disparte rispetto all’iter seguito per giungere alla conclusione dell’annosa controversia tra i Comuni dell’Oga e il gestore degli impianti. Mi auguro che tale scelta venga rivalutata, anche in considerazione dei rischi che comporta una ‘non scelta’ sul futuro dei rapporti tra l’Oga e il gestore degli impianti. Chi svolge le funzioni di sindaco di una città – ha concluso Consales – non può non assumere decisioni responsabili, nell’interesse delle popolazioni amministrate”.
 

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