Cronaca

Impianto Cdr, slitta ancora la firma della transazione Comuni-Nubile

I sindaci dell’Aro Brindisi 1 chiedono una riduzione delle tariffe pregresse. Anche oggi hanno disertato la riunione dell'Oga. E dall’Aro Brindisi 2 arriva la proposta di modificare i costi per il futuro: se ne riparla lunedì

BRINDISI – Ancora un nulla di fatto per la firma della transazione sull’impianto di Cdr tra i Comuni del Brindisino e la società Nubile: per la seconda volta le amministrazioni dell’Aro 1 hanno disertato l’assemblea dell’Oga in segno di dissenso perché chiedono una riduzione delle tariffe per i servizi non svolti dalla ditta. E sino a lunedì prossimo andranno in scena prove di dialogo.

Questa mattina non si sono presentati i sindaci di San Pancrazio Salentino, Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Erchie, Latiano, Oria, San Michele Salentino, Torre e Villa Castelli, gli stessi che già lo scorso 4 settembre diedero forfait. Ma a differenza dell’altra volta, oggi il numero legale c’era essendo regolarmente seduti al tavolo i rappresentanti di Fasano e di San Vito, oltre ai Comuni dell’Aro 2: “C’era il 55 per cento dell’assemblea, ma abbiamo preferito rimandare per favorire il dialogo con gli assenti”, spiega il primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales, in qualità di presidente dell’Organo di governo d’ambito.

“Per questo motivo già oggi abbiamo contattato il presidente dell’Aro 1, Salvatore Ripa (sindaco di San Pancrazio, ndr), chiedendo un incontro che dovrebbe tenersi lunedì: l’obiettivo è arrivare alla firma della transazione su un testo condiviso, circostanza su cui sono assolutamente d’accordo i sindaci dell’Aro 2”.

Al centro del tira & molla affidato alla diplomazia ci sono le tariffe chieste dalla società Nubile srl, gestore dell’impianto di Cdr che si trova sulla strada per Pandi, in relazione a servizi che per i Comuni contestatori non sarebbero stati svolti, in tutto oppure in parte, disattendendo un preciso dovere contrattuale.

Vitantonio Caliandro-3Particolarmente critico è il sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro, secondo il quale non è in discussione la transazione come soluzione, ma il contenuto dell’accordo, posto che l’intesa è stata concepita come unica strada possibile nell’interesse della parte pubblica per recuperare somme, sotto forma di tariffe, ed escludere il rischio di un contenzioso, quanto ad esito e tempi della giustizia, senza contare i costi da sopportare.

“Ricordo che si tratta di denaro pubblico, per cui chi sostiene che il mio atteggiamento, così come quello dei colleghi sindaci assenti, sia definibile con il termine ostruzionismo, si sbaglia di grosso: chiedo rispetto per i cittadini perché, alla fine, si tratta di costi che ricadranno sui contribuenti al momento del pagamento delle tasse”, dice Caliandro, oggi rimasto a Villa Castelli.

“Che si tratti di denaro dei cittadini, tra l’altro, non lo dico ma i risultati delle valutazioni svolte da Notarnicola a cui è stato chiesto un parere: nella relazione si sostiene che c’è stata una produzione ridotta di Cdr (combustibile da rifiuto, ndr) e di conseguenza non è stato rispettato il contratto nella parte in cui si sosteneva come risultato, la produzione del 25 per cento del Cdr e invece ci si è fermati al sei. E che c’è stato un maggior pagamento dell’ecotassa”.

“Il problema, a mio avviso, riguarda anche la credibilità dell’azienda: io ne faccio un discorso in prospettiva guardando al futuro, per cui chiedo e mi chiedo se effettivamente Nubile possa restare, con la precisazione secondo cui i danni che ci sono stati, non sono arrivati solo per presunte azioni del privato, come quelle che hanno portato al sequestro della discarica di Autigno”, sostiene il sindaco Caliandro con riferimento al sito, sempre di proprietà del Comune e gestito da Nubile, finito sotto chiave nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento della falda acquifera.

“Probabilmente è fatto atavico, di fronte al quale, probabilmente, era necessario tutelare maggiormente il territorio”. Dall’Aro Brindisi 2, intanto, sono state proposte modifiche ai costi di smaltimento per il futuro, apportate a penna sul testo stilato dall’avvocato Roberto Palmisano, nominato all’Oga.

La versione originaria della transazione prevede la realizzazione degli interventi di revamping sull’impianto di biostabilizzazione entro nove mesi (stimati in sette milioni di euro), la restituzione di  451mila euro a titolo di ecotassa, la rinuncia ai decreti ingiuntivi nei confronti dei Comuni e al processo con l’amministrazione di San Pietro Vernotico.

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