Cronaca

Impianto di Cdr al collasso: "Concreto il rischio di una nuova emergenza rifiuti"

Lo stato di paralisi in cui versa l’impianto di biostabilizzazione situato sulla strada per Pandi, nella zona industriale di Brindisi, continuerà a ripercuotersi sul servizio di raccolta dei rifiuti, che rischia di sprofondare in una nuova emergenza. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Aro/Br1, nonché sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa

BRINDISI – Lo stato di paralisi in cui versa l’impianto di biostabilizzazione situato sulla strada per Pandi, nella zona industriale di Brindisi, continuerà a ripercuotersi sul servizio di raccolta dei rifiuti, che rischia di sprofondare in una nuova emergenza. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Aro/Br1, nonché sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, il quale annuncia che domani, 5 ottobre, “sarà possibile effettuare il servizio di raccolta dei rifiuti” nei comuni di tale Aro: San Pancrazio Salentino, Torre Santa Susanna,  Oria,  Latiano,  Erchie, Francavilla Fontana,  Ceglie Messapica, Villa Castelli e San Michele Salentino. 

L’interruzione del servizio è legata al fatto che i mezzi utilizzati per raccogliere la differenziata, gli stessi con cui si raccoglie l’indifferenziata, sono pieni di spazzatura. 

“Eppure nell’assemblea dell’Oga di venerdì scorso – afferma Ripa in una nota stampa - vari campanelli d’allarme sono stati  suonati da più parti, relativi ai problemi con l’impianto di biostabilizzazione, dopo i due giorni di sciopero che le maestranze hanno inteso indire giovedì e venerdì scorsi, per protesta contro il ritardo del pagamento degli stipendi”.

L’impianto di biostabilizzazione, insomma, rimasto chiuso per due giorni a seguito dello sciopero proclamato dai lavoratori della ditta Nubile (appaltatrice del servizio di gestione dell'impianto di Cdr e della discarica di Autigno, con la quale l'Oga ha avviato la procedura di rescissione contrattuale), non è in grado di ricevere altri rifiuti,  poiché, a detta di Salvatore Ripa, “si è giunti alla quantità massima da stoccare, in base alle autorizzazioni dei Vigili del Fuoco”. 

I compattatori sono quindi rimasti per ore all’esterno dell’impianto. E a questo punto “è assolutamente necessario – scrive Ripa - che l’Oga di concerto con la Regione, trovi ogni soluzione,anche alternativa all’impianto di Brindisi, in modo immediato e risolutivo”.  

Il presidente dell’Aro/Br1 esprime l’auspicio “che finalmente si affronti il problema alla radice; perché non è facile comprendere che il problema non è solo quello delle quantità in stoccaggio, dal momento che la discarica Formica Ambiente da giorni non sta più ritirando i rifiuti provenienti dall’impianto di biostabilizzazione per non conformità agli standard previsti”. 

Ripa prevede dei giorni critici. “E’ fin troppo evidente  - prosegue il primo cittadino - che i guai dell’impianto di Brindisi non derivavano dalla frazione organica che occasionalmente l’Aro1 ha conferito per la chiusura degli impianti di compostaggio, come qualcuno cercava di far credere non più tardi di un mese fa”.

“Non è più procrastinabile, invece – conclude Ripa - una decisa e risolutiva svolta sulla chiusura del ciclo dei rifiuti in Provincia di Brindisi e sulla dotazione impiantistica per il trattamento e smaltimento di ogni frazione dei rifiuti raccolti”.
    

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