Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Impianto di Cdr, la prefettura concede altri 45 giorni per superare le criticità

L’ultimatum alla ditta Nubile per l’impianto di Cdr, non era proprio un’ultima chance se oggi è emerso che dalla Prefettura è stato riconosciuto un ulteriore termine di 45 giorni per superare le “criticità” evidenziate dai funzionari della Asl, dello Spesal e dai vigili del fuoco due settimane addietro, legate alla quantità di rifiuti abbancati in via per Pandi

BRINDISI – L’ultimatum alla ditta Nubile per l’impianto di Cdr, non era proprio un’ultima chance se oggi è emerso che dalla Prefettura è stato riconosciuto un ulteriore termine di 45 giorni per superare le “criticità” evidenziate dai funzionari della Asl, dello Spesal e dai vigili del fuoco due settimane addietro, legate alla quantità di rifiuti abbancati in via per Pandi, anche davanti alle vie di fuga e  “costate” la sospensione del certificato di prevenzione e incendio.

In altri termini, la giornata odierna che sembrava essere quella decisiva per il futuro dell’impianto e quindi dei rapporti fra la parte privata, ossia la società, e quella pubblica, vale a dire i Comuni dell’Oga (l’organo di governo d’ambito) tale non è stata: tutto è stato rinviato alla scadenza del nuovo periodo di tempo riconosciuto dal prefetto, in qualità di massima autorità per la preservazione della pubblica incolumità pubblica e privata, previo parere non solo obbligatorio, ma anche vincolante, dei pompieri.

I 45 giorni vanno conteggiati a far data dal 16 agosto scorso, quando c’è stato il sopralluogo dei tecnici in veste di autorità di polizia giudiziaria. Nel frattempo cosa succede? Accade che per l’impianto si è in stand-by, con il risultato che il sito resta aperto, anche se proprio il certificato di prevenzione e incendio è e resta condizione sine qua non per l’esercizio. E’ ricordato nella nota degli stessi vigili del fuoco.

La domanda è: com’è possibile che in assenza del certificato, appunto sospeso, l’impianto non è stato chiuso? La risposta  sarebbe da trovare e cercare nella necessità di garantire la regolarità di un servizio pubblico, quale è quello legato alla raccolta dei rifiuti da avviare all’impianto di Cdr che in caso di blocco del sito di Brindisi verrebbe compromessa, se non addirittura bloccata. Con conseguenze sui Comuni, venti in totale, e sui contribuenti, sui quali in ultimo finirebbe per pesare la lievitazione dei costi connessi alla necessità di trasportare il materiale in altre località. Anche perché sul  piano della sicurezza e dell’incolumità dei lavori, le valutazioni dei vigili del fuoco non sono state tante ma soprattutto tali, da portare alla revoca del certificato. 

Vero è che la società deve ancora superare tutte le obiezioni sollevate in sede di sopralluogo, poi trasmesse in Procura, ai magistrati che hanno aperto un nuovo fascicolo d’inchiesta sull’impianto di Cdr gestito da Nubile, per verificare se le condotte e le omissioni rilevate abbiano o meno rilevanza sul piano penale. Esiste, peraltro da tempo, un faldone nel quale sono stati raccolti tutti gli elementi per ricostruire i lavori all’impianto, del valore di dieci milioni di euro, che hanno portato al decreto di perquisizione tanto negli uffici sede della ditta Nubile, che in quelli dell’impresa di Mimmo Convertino.
Di certo c’è che ad oggi sono state rimosse le balle di rifiuti che ostruivano le vie di fuga, impedendo l’evacuazione in caso di incendio o più in generale di incidente, così come è stato organizzato diversamente lo stazionamento dei camion: le due azioni correttive hanno permesso di ridurre la quantità di materiale presente all’interno, con annesso ridimensionamento del rischio di combustione che era stato ritenuto ben al di sopra dei limite massimo consentito. 

Il superamento di tali criticità è stato accertato, con verbale, dai funzionari dell’ufficio Servizio di igiene e sanità pubblica che fa capo alla Asl, proprio stamattina. Mentre per gli aspetti connessi alla sicurezza dei lavoratori occorrerà attendere il sopralluogo degli ispettori dello Spesal, inizialmente prevista per oggi e rinviata. 

Quanto alla Asl, dagli atti che si riferiscono all’ultima riunione tecnica dell’Oga, convocata al Comune di Brindisi la settimana scorsa, emerge la posizione di contrarietà all’apertura del sito, ritenuto non adeguato sin dall’inizio. Non sembra che il parere sia stato modificato nel frattempo. Neppure oggi dopo la verifica sul posto: in altri termini, la Asl ammette il superamento delle obiezioni, ma non per questo ritiene chiuso il capitolo sul futuro del sito brindisino.

Resta aperto anche l’altro capitolo che riguarda la società Nubile, vale a dire la transazione a cui i Comuni dell’Oga, a maggioranza, sono arrivati con l’obiettivo di superare i contenziosi in essere. i rappresentati di alcuni Amministrazioni hanno chiesto tempo per leggere e studiare il testo dell’accordo, soprattutto nella parte in cui sono definiti gli importi delle tariffe chiesti dal privato a titolo di tariffe per il materiale conferito, poiché ci sono stati servizi non resi o non completamente assicurati, per cui dovrebbe esserci un taglio, a beneficio della parte pubblica.

In tal senso si sono espressi i Comuni di San Pancrazion e San Michele. Critico anche il primo cittadino di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro: “Spero che l’accordo transattivo, di cui abbiamo appreso solo oggi, sia effettivamente una mediazione che valga come giustizia postuma per le Amministrazioni”, dice. “Io sono sempre stato molto critico sui rapporti con il gestore, d’altro canto c’è l’esigenza di non restare intrappolati nelle incertezze dei contenziosi, sia sul piano dei tempi che soprattutto dei costi. Alla parte pubblica interessa recuperare il pregresso ed è per questo che adesso bisogna fare i conti”.

La ditta brindisina dovrà tagliare di netto la tariffa per il conferimento, realizzare gli interventi di rewamping sull’impianto di biostabilizzazione entro nove mesi, restituire 451mila euro a titolo di ecotassa, rinunciare ai decreti ingiuntivi nei confronti dei Comuni e chiudere il processo con l’Amministrazione di San Pietro Vernotico.

Se ne riparlerà entro la fine della settimana. Salvo rinvii che rendono questa storia infinita.

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