Impieghi ceneri Enel, studi conclusi

BRINDISI – Il prologo risale ad oltre due anni fa. Ma ora il lavoro sugli impieghi industriali delle ceneri Enel è pronto per essere presentato alle imprese del territorio. Università del Salento, Enel e Confindustria Brindisi danno appuntamento per domani 6 giugno.

Cerano, il Centro ricerche sulle ceneri

BRINDISI – Il prologo risale ad oltre due anni fa. Ma ora il lavoro sugli impieghi industriali delle ceneri Enel è pronto per essere presentato alle imprese del territorio. Università del Salento, Enel e Confindustria Brindisi danno appuntamento per domani 6 giugno alle ore 15 presso la sede di Confindustria in corso Garibaldi 53 a Brindisi per l’evento informativo dal titolo “Filiere corte di riutilizzo delle ceneri di carbone”.

A febbraio del 2011 gli stessi attori – ricorda un comunicato dell’Enel - siglarono un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione dei residui della produzione termoelettrica della centrale Federico II di Brindisi per la realizzazione e commercializzazione di prodotti innovativi ed eco-sostenibili nell’edilizia. Dopo un periodo di ricerca e sperimentazione, gli attori dell’iniziativa incontrano le imprese per condividere i risultati delle ricerche e dei test condotti e valutare gli aspetti normativi, legislativi e tecnici, connessi all’utilizzo delle ceneri.

A illustrare gli studi condotti e le opportunità emerse saranno i professori Aiello, De Risi, Licciulli, Milanese e Zavarise dell’Università del Salento, Matteo Toschi e Francesco De Luca del centro di ricerca Enel di Brindisi oltre a Matteo Scotto e Fabio Marcenaro sempre di Enel. Nella situazione economica contingente, caratterizzata da una sensibile contrazione delle attività legate all’edilizia in generale, l’utilizzo delle ceneri all’interno delle produzioni esistenti di cemento, calcestruzzo e manufatti in generale, offre la possibilità di ridurre i costi di produzione, migliorando la qualità del prodotto, sostiene Enel.

Inoltre, in un mercato che guarda sempre con più attenzione a manufatti ad elevato profilo ambientale (risparmio energetico, riduzione delle emissioni, ridotto utilizzo di materiali naturali), la possibilità di disporre di idonee materie prime , certificate come qualità, alternative a quelle tradizionali può sicuramente rappresentare una valida condizione di partenza per localizzare iniziative industriali future.

Intanto, a proposito della centrale Enel di Cerano e dell'annuncio della Provincia di Lecce di essere pronta ad azioni legali contro quelle che saranno ritenute fonti di rischio per la salute pubblica, risponde oggi il presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, che ha definito quella di Antonio Gabellone (Pdl), presidente dell'amministrazione provinciale salentina, "una posizione davvero inconcepibile in un periodo già così pesante e complesso per il sistema industriale che crea solo un ulteriore e sterile allarmismo e getta benzina sul fuoco".

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E ancora: "La situazione di Taranto, Brindisi e dell’intera Puglia è già esplosiva e drammatica di per sé senza che ulteriori atti come quello preannunciato dal presidente Gabellone, se emulati da altre Istituzioni locali, allarmino invano le cittadinanze, creando ansie ingiustificate al mondo dell’impresa e del lavoro. È una mina molto pericolosa che va disinnescata al più presto per consentire alle imprese di continuare ad operare in un momento così difficile, nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale e della salute dei cittadini.Rimbocchiamoci tutti le maniche, è il momento di remare tutti nella stessa direzione", propone Bozzetto.

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