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Da operaio a socio dell'impresa edile, ma viene truffato

I carabinieri della stazione di Erchie, su querela della vittima, denunciano un imprenditore del posto. Un arresto per truffa anche a Oria

Diventa socio dell’impresa edile di cui era solo dipendente, continua a prestare la propria opera regolarmente per la stessa impresa, ma poi si accorge che nell’operazione propostagli dal suo datore di lavoro ci aveva rimesso non solo una parte dello stipendio, ma anche dei contributi previdenziali. Da qui la denuncia sporta presso la stazione carabinieri di Erchie, i quali al termine delle indagini hanno deferito a piede libero per truffa l’imprenditore in questione.

Secondo la ricostruzione fatta dai militari dell’Arma locale, l’imprenditore, titolare di una società di costruzioni regolarmente registrata, aveva fatto sottoscrivere alla vittima un atto di ingresso quale socio minoritario nella sua azienda, della quale lo stesso, come già detto, era già dipendente. Il tutto si sostanziava per conseguire un duplice beneficio, ovvero che la parte offesa avrebbe mantenuto il posto di lavoro, e che vi sarebbe stato un abbattimento delle spese contributive e previdenziali legate al loro rapporto, costituendo una nuova società.

La parte offesa ha sottoscritto l’atto di partecipazione alla società nel maggio 2017, continuando a lavorare per l’azienda. Nel tempo, ha ricevuto pagamenti parziali e mai puntuali dei suoi compensi, accumulando un credito di oltre 3.600 euro. Inoltre, nel gennaio scorso, con grande stupore si è visto recapitare da parte dell’Inps una richiesta di versamento delle somme dovute per contributi previdenziali relativi agli precedenti, che il suo datore di lavoro e poi socio non aveva onorato, per una somma di circa 2.100 euro. Da qui la decisione di segnalare tutto ai carabinieri.

Sempre in tema di truffe, i carabinieri della stazione di Oria hanno tratto in arresto su ordine di carcerazione emesso dal tribunale di sorveglianza de L’Aquila, Fabio Coretti di 41 anni.  In seguito ad una condanna emessa nel 2015 dal Tribunale di Vasto (Chieti) per il reato di truffa, Coretti deve scontare una pena di 6 mesi di reclusione. L’uomo è stato pertanto sottoposto al regime della detenzione domiciliare, con l’obbligo di osservare scrupolosamente tutta una serie di prescrizioni, come disposto dall’autorità giudiziaria.

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