Cronaca

Motoscafi e Iva: “Il fatto non sussiste”, assolti Francesco e Giuseppe Barretta

Erano accusati di aver evaso l’imposta per 50mila euro in relazione all’acquisto di due imbarcazioni da 250mila euro. Il pm aveva chiesto due anni e sei mesi. Cade l’imputazione anche per il commercialista Solito e per l’amministratore unico di Idea Verde Srl. L’inchiesta partita da un accertamento fiscale nel 2008. Dissequestrata la somma

Il palazzo di giustizia di Brindisi e una foto dei fratelli Giuseppe e Francesco Barretta

BRINDISI – Tutto a norma di legge, nessun’ombra dietro l’acquisto di due imbarcazioni di nove metri e mezzo del valore di 250mila euro: i fratelli brindisini Giuseppe e Francesco Barretta sono stati assolti dall’accusa di aver evaso l’Iva per 50mila euro, assieme al commercialista Giuseppe Solito e all’amministratore unico della società Idea Verde Srl, Damiano Carvignese, “perché il fatto non sussiste”.

La sentenza è stata pronunciata nel tardo pomeriggio di oggi, 7 gennaio, dal Tribunale di Brindisi in composizione monocratica. Novanta giorni per il deposito delle motivazioni e solo allora sarà possibile conoscere su quali fondamenta il giudice Giuseppe Biondi ha costruito il proprio convincimento, in antitesi con le conclusioni a cui è giunta la Procura.

Il pm Raffaele Casto, infatti, ha confermato l’impostazione accusatoria che il 25 settembre 2014 portò al rinvio a giudizio dei quattro imputati, sulla base di un accertamento fiscale, conseguente a un rilievo dell’Agenzia delle Entrate, con riferimento all’anno 2008. E ha chiesto la condanna per tutti: due anni e sei mesi per i fratelli Barretta, due anni e tre mesi per Solito  e due anni per Carvignese.

I fratelli Francesco e Giuseppe BarrettaNel capo di imputazione, i fratelli Barretta erano stati indicati come “determinatori del reato, giacché diretti beneficiari dell’arricchimento patrimoniale derivato dalla consumazione”, Solito figurava come “istigatore, avendo agito in veste di managing director” di una società che per l’accusa sarebbe stata acquirente delle imbarcazioni solo sulla carta, la “Barry towage and Offshore - Servico de Transporte Maritimo Sa”, con sede a Funchal in Portogallo, mentre Carvignese figurava come “materiale esecutore” essendo amministratore unico della srl Idea Verde con sede a Mesagne, nella zona industriale.

Al centro del processo “l’evasione dell’Imposta sul valore aggiunto per 50 mila euro da corrispondere alla Idea Verde al momento dell’acquisto di due natanti Sessa Marine, modello Kl28, denominate Special One e Soul. Nella tesi proposta dal rappresentante della pubblica accusa, i fratelli Barretta avrebbero emesso una fattura nei confronti della società offshore portoghese, in realtà a nome della Idea Verde, per un importo complessivo di 250mila euro “superiore a 154.937,07”, considerato come valore reale dei beni.

In altri termini, la realtà straniera, la cosiddetta off-shore, sarebbe stata “fittiziamente interposta con lo scopo di non pagare e “di evadere l’imposta sul valore aggiunto”, con il risultato che la Sas brindisina avrebbe “conseguito un indebito vantaggio sul piano fiscale pari a cinquantamila euro”.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, all’epoca  firmò il decreto di sequestro preventivo indicando due possibilità: il blocco delle imbarcazioni oppure il blocco della somma di denaro. La società dei fratelli Barretta mise a disposizione il conto corrente in attesa di chiarire la posizione. Come parte offesa era stata indicata l’Agenzia delle Entrate, direzione provinciale di Brindisi.

Gli avvocati difensori a conclusione del processo di primo grado hanno incassato il pronunciamento favorevole, peraltro invocato sin dalle prime battute dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Raffaele Casto. Il penalista Gianvito Lillo, difensore di fiducia del commercialista Solito, aveva chiesto l’assoluzione  depositando una serie di documenti contabili ritenuti utili alla ricostruzione dell’acquisto delle due imbarcazioni.

La difesa dei fratelli Barretta è stata rappresentata dagli avvocati Giampiero Iaia del Foro di Brindisi, Nicoletta Dolfin, Fabio Cagnola e Maurizio Bocchiola del foro di Milano. Per Carvignese, gli avvocati Carlo Caforio di Brindisi e Stefano De Francesco di Lecce.

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