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Brindisino assolto da evasione: rientrava in ritardo dal lavoro

Vincenzo Corsano a fine marzo era stato intercettato da una radiomobile fuori dal limite del permesso mentre tornava a casa a piedi

BRINDISI – Il giudice monocratico Angelo Zizzari, in sede di giudizio abbreviato, ha assolto dall’imputazione di evasione il brindisino Vincenzo Corsano di 48 anni, considerando non penalmente rilevante la circostanza che alla fine del marzo scorso aveva condotto al suo arresto. Accolta quindi la tesi della difesa (Corsano è stato assistito dall'avvocato Andrea D’Agostino).

In sede di direttissima, a marzo, l’arresto di Corsano era stato convalidato ma lo stesso giudice Zizzari non aveva disposto alcuna misura cautelare considerata la situazione descritta dall'avvocato. Era stata una pattuglia del Norm dei carabinieri di Brindisi a intercettare quel giorno Corsano a circa 4 chilometri dalla sua abitazione di contrada Sbitri, a orario del permesso di lavoro già scaduto. Il brindisino infatti era in regime di arresti domiciliari. Era quindi scattato l’arresto in flagranza.

La difesa ha sostenuto la tesi che Vincenzo Corsano, il quale poteva svolgere attività lavorativa presso un congiunto dalle 5 alle 13) era costretto a raggiungere casa a piedi. La pescheria dove è autorizzato a lavorare si trova al quartiere Paradiso, lui era ristretto come già detto ina una casa distante alcuni chilometri. Quando incrociò i carabinieri, Corsano si trovava infatti era all'imbocco di via della Torretta, con qualche chilometro ancora da percorrere. Il giudice ha considerato attendibile tali circostanze, assolvendo l’imputato.

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