In agitazione il personale del Cara di Restinco

BRINDISI – Non hanno ancora percepito la mensilità di gennaio e sono alle prese con vari disagi organizzativi. Per questo, i lavoratori del Cara di Restinco hanno proclamato lo stato d’agitazione. Ne ha dato notizia il segretario territoriale del sindacato Cgil, Vincenzo Cavallo.

I lavoratori del Cara di Restinco riunitisi in assemblea

BRINDISI – Non hanno ancora percepito la mensilità di gennaio e sono alle prese con vari disagi organizzativi. Per questo, i lavoratori del Cara di Restinco hanno proclamato lo stato d’agitazione. Ne ha dato notizia il segretario territoriale del sindacato Cgil, Vincenzo Cavallo, attraverso una lettera aperta indirizzata alla prefettura di Brindisi, alla commissione di garanzia dell’attuazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali e al gestore della struttura, l’associazione culturale Acuarinto di Agrigento.

Oltre al ritardo di 14 giorni accumulatosi nella corresponsione della mensilità di gennaio, i lavoratori segnalano alcune “problematiche organizzative ancora irrisolte”. Difficoltà tali da indurre gli stessi a riunirsi in un’assemblea spontanea permanente che fin da oggi ha iniziato a presidiare il centro di Restinco, al cui interno si trovano oltre 200 migranti (per lo più afghani, pakistani, nordafricani e nigeriani) in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato politico.

L’organizzazione sindacale assicura che “gli operatori rispetteranno alla lettera il loro mansionario nel pieno rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro”. Non ci sarà, invece, “nessuna disponibilità per i servizi extra, come il servizio navetta: un servizio garantito dalla disponibilità degli stessi lavoratori, non previsto dal capitolato d’appalto, ma essenziale per la mobilità degli ospiti”.

Questo, a detta della Cgil, potrebbe forse provocare una certa “agitazione” fra gli ospiti. I lavoratori segnalano anche l’assenza di un “giusto inquadramento contrattuale del personale (mediatori legali, infermieri, psicologi e assistenti sociali)”: una situazione che “sta provocando una netta riduzione della retribuzione oraria, come è inferiore la presenza oraria di questi professionisti in base agli ospiti presenti in struttura”.

Nei turni lavorativi, infatti, “il numero degli operatori previsti è inferiore, perché tali figure vengono impiegate per altre mansioni. Inoltre - scrive ancora la Cgil - si deve aggiungere il disagio del personale medico e paramedico con contratti di collaborazione, anche questi parzialmente retribuiti”.

 

 

 

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