Cronaca

In discarica anche le feci dei cani: l’azienda Secom patteggia a 44mila euro

Il chimico della Sca chiede l’abbreviato. Undici imputati: a processo anche Screti e i gestori del Dog’s Village. L’associazione Italia Nostra già parte civile: secondo l’accusa gli scarti erano smaltiti come avanzi di ristorazione o materiale di cancelleria

Il Tribunale di Brindisi

BRINDISI – Un patteggiamento e una richiesta di giudizio con rito abbreviato hanno scandito l’udienza del processo sullo smaltimento delle feci dei cani nella discarica di Autigno, secondo l’accusa dichiarati come scarti di ristorazione o materiale di cancelleria. L’azienda Secom, dell’imprenditore di Brindisi Rosario Mazzarella, ha chiuso il conto con una sanzione pecuniaria pari a 44mila euro (nessuna sanzione interdittiva, invece) sulla base della richiesta avanzata dall’avvocato difensore Massimo Manfreda nelle scorse settimane.

Il Tribunale, in composizione monocratica, dovrà pronunciarsi sulla richiesta di giudizio con rito alternativo avanzata dall’imputato Guglielmo Granafei, perito chimico del laboratorio di analisi Sca di Mesagne. Sotto processo ordinario restano: Luca Screti, amministratore unico pro tempore della Nubile srl che aveva in gestione la discarica di Autigno di proprietà del Comune di Brindisi; Rosario Mazzarella; Antonio Regoli gestore di fatto del Dog’s Village che si trova strada Brindisi-San Vito dei Normanni; Ariana Markisic, titolare della stessa struttura; Giovanni Monaco; Salvatore Tondo, Luigi Donno, Carlo Scardia, Francesco Baccari e Rocco Giannini, gli ultimi cinque operatori della Secom.

Sono finite sotto processo anche la Sca Servizi Ambientali e l Nubile srl per gli illeciti amministrativi contestati dalla Procura. L’accusa è stata firmata dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori e attiene alla violazione del diritto di privativa nel rilascio di autorizzazioni per la raccolta, il trattamento, il trasporto e lo stoccaggio che la legge pone in capo ai Comuni e i consorzi pubblici di gestione. E ancora, falso materiale nella compilazione dei codici Cer di accompagnamento, trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi e attività non autorizzata di gestione dei rifiuti e maltrattamento di animali. Quest’ultima accusa è stata mossa nei confronti della titolare e del gestore del Dog’s Village.

L’inchiesta da cui ha origine il processo, parte da  una relazione del dicembre 2012 della Digos di Brindisi,  assegnato al sostituto procuratore Marco D’Agostino, ora non più in servizio alla procura di Brindisi, nella quale veniva evidenziato un caso di smaltimento abusivo nella discarica comunale di Autigno, sito riservato ai soli rifiuti solidi urbani. Qui sarebbero  stata smaltita  poco meno di una tonnellata di deiezioni canine provenienti dal Dog’s Village. Parte civile è l’associazione Italia Nostra, sezione di Brindisi, ammessa già in occasione della prima udienza dibattimentale, con richiesta di danni diretti da quantificare in sede civile.

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