Cronaca

In fiamme l'auto di un impresario funebre: altro rogo sospetto a Ceglie

Ceglie Messapica ripiomba nuovamente nell’incubo degli incendi auto notturni. A finire nel mirino adesso sono delle persone che operano nell’ambito del cimitero comunale. La notte fra il 19 e il 20 novembre aveva preso fuoco l’auto del custode del camposanto. La scorsa notte è stata seriamente danneggiata la Citroen C3 intestata alla moglie del titolare di un’agenzia di pompe funebri

La Citroen C3 in via Padre Golizia (foto Stefano Menga)

CEGLIE MESSAPICA – Ceglie Messapica ripiomba nuovamente nell’incubo degli incendi auto notturni. A finire nel mirino adesso sono delle persone che operano nell’ambito del cimitero comunale. La notte fra il 19 e il 20 novembre aveva preso fuoco l’auto del custode del camposanto. La scorsa notte è stata seriamente danneggiata la Citroen C3 intestata alla moglie del titolare di un’agenzia di pompe funebri, il 38enne F. A. C., già vittima di un episodio analogo la notte fra l’8 e 9 gennaio del 2014.

La Ciroen si trovava parcheggiata in via Padre Golizia, nei pressi dell’abitazione dell’imprenditore. Intorno alle ore 3,40 sono arrivate diverse richieste di intervento presso la sala operativa dei vigili del fuoco. Sul posto si è subito recata una squadra di pompieri del distaccamento di Ostuni, oltre a una pattuglia di carabinieri della locale compagnia. Fortunatamente non vi erano altri veicoli coinvolti nella combustione.

Una volta domato il rogo, non sono state rinvenute tracce di dolo. Ma di certo ai carabinieri non è sfuggito il fatto che appena un paio di notti prima era stata avvolta dalle fiamme la macchina del custode del cimitero parcheggiata in via Trieste (davanti all’abitazione del proprietario) e che quindi possa esservi un legame fra i due incendi. Questo anche in considerazione, come detto, del precedente incendio che nel gennaio del 2014 investì la Seat Ibiza intestata alla moglie di F.A.C.

E la lista di incendi sospetti comincia ad allungarsi in maniera significativa. Basti pensare al rogo che la notte fra il 16 e il 17 novembre danneggiò la Bmw 318 Tds di un camionista parcheggiata in via Cataldo Agostinelli, a quello che la notte fra il 12 e il 13 ottobre interessò una Mercedes parcheggiata in via Randaccio e a quello che la notte fra il 13 e il 14 settembre interessò l’auto di un netturbino. Tali episodi, purtroppo, non possono non richiamare i mesi “caldi” del 2014, quando numerose auto, fra cui anche quelle di un paio di amministratori, vennero date alle fiamme da un o più incendiari rimasti impuniti. 

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