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Brindisi, I Salesiani

Brindisi, I Salesiani

In ricordo di donna Grazia Balsamo

BRINDISI - A pochi giorni dall’arrivo dell’urna di Don Bosco a Brindisi si è tornato a parlare del santo torinese e dell’Opera salesiana attraverso il ricordo della nobildonna brindisina Grazia Balsamo.

BRINDISI - A pochi giorni dall'arrivo dell'urna di Don Bosco a Brindisi si è tornato a parlare del santo torinese e dell'Opera salesiana attraverso il ricordo della nobildonna brindisina Grazia Balsamo (1879-1953) scomparsa sessant'anni fa e che al santo piemontese e al Signore dedicò la propria vita. La benefattrice che rese possibile l'arrivo dei Salesiani nella nostra città è stata ricordata ieri, alle 19.30, presso il teatro della chiesa Sacro Cuore di Brindisi, chiesa edificata grazie alla generosità della contessa.

È alla "mamma dei Salesiani", com'è affettuosamente ricordata Grazia Balsamo, che si deve anche la nascita dell'annesso Istituto che accolse, attraverso la Scuola e l'Oratorio, tanti giovani provenienti da famiglie bisognose. Giovani che furono formati con il sistema preventivo di Don Bosco, basato su "ragione, religione e amorevolezza". A parlare ieri della spiritualità di Grazia Balsamo, don Mario Stigliano, direttore dell'Istituto salesiano e il notaio Michele Errico. Presenti in sala i parenti della nobildonna e alcuni membri dell'Unione Ex allievi di Brindisi.

"Il 5 Ottobre deve segnare una tappa per la nostra comunità" ha affermato don Mario ricordando l'arrivo dell'urna di Don Bosco a Brindisi. "Non si poteva non guardare a chi ci ha dato la gioia di essere qui. Noi vogliamo rendere sempre più viva questa grande donna nei cuori, una donna che ha rivoluzionato Brindisi. Chiediamoci: cosa sarebbe stata Brindisi senza i Salesiani? Quello che stiamo facendo basta o dobbiamo imparare da questa donna?".

Dopo l'introduzione di don Mario, alcuni giovani dell'oratorio hanno rappresentato in scena la storia della nascita dell'istituto. Il notaio Michele Errico ha esordito parlando delle personalità che a Brindisi hanno dato tanto, come ad esempio il sindaco Serafino Giannelli, che lasciò tutte le sue proprietà al Comune. Errico si è soffermato poi su un'opera giovanile scritta da Don Bosco nel 1847 e intitolata "Il giovane provveduto. Educazione alla fede" (opera che il santo scrisse per esortare i giovani a servire il Signore da subito, con allegria, per arrivare ad un'età avanzata essendo già buoni cristiani e per assicurarsi quindi una buona morte e il principio di un'eterna felicità) nella quale il sacerdote torinese dà delle indicazioni di lettura alle ragazze.

"L'imitazione di Cristo" (opera che ebbe grande fortuna tra i Cristiani d'Occidente e diretta a chi vuol crescere nella conoscenza e nell'esperienza di Dio) e "Filotea. Introduzione alla vita devota" di San Francesco di Sales (consigli ed esercizi spirituali che il santo inviò a Luisa de Charmoisy per favorirne la vita spirituale e pubblicati nel 1608). "Sono certo che donna Grazia Balsamo avesse sul comodino questi due testi" continua il notaio. "In essi, in risalto, c'è la ricerca del senso della vita. È la ricerca della spiritualità, per noi cristiani, che ci porta a fare le opere. Grazia Balsamo è stata una devota a nostro Signore ancor prima dell'opera". Il notaio Errico ha concluso il suo intervento ricordando il funerale della benefattrice e le grandi manifestazioni d'affetto dimostrate dai Salesiani quel giorno.

Don Mario Stigliano ha ripreso poi ciò che disse nella conferenza stampa di presentazione degli eventi in programma per l'arrivo di Don Bosco: " Quando si parla dei giovani dateci fastidio. Quando parlate dei giovani, in consiglio comunale, chiamateci. Non lamentiamoci solo dei giovani, rimbocchiamoci le maniche. Dateci fastidio". Tre ex allievi salesiani hanno concluso l'incontro commemorativo portando la loro testimonianza: il commercialista Gian Paolo Zeni, Salvatore Barone, autore del libro "La mamma dei Salesiani" (2003) e Nicola Cainazzo, presidente del Coni-Brindisi.

 

 

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