Cronaca

Inagibile il terminal dell'Autorità portuale. Chi ci rimette è il concessionario privato

Viene al pettine un altro nodo nell’area in queste settimane più “calda” del porto di Brindisi, quella di Punta delle Terrare. E questa volta a rimetterci sono un privato brindisino e i suoi dipendenti. La storia era cominciata pochi mesi fa

BRINDISI – Viene al pettine un altro nodo nell’area in queste settimane più “calda” del porto di Brindisi, quella di Punta delle Terrare. E questa volta a rimetterci sono un privato brindisino e i suoi dipendenti. La storia era cominciata pochi mesi fa con gli avvisi di conclusione indagini per otto persone tra vertici dell’Autorità portuale, tecnici e un costruttore, per il progetto del nuovo terminale “Le Vele”, ipotesi di reato varie violazioni urbanistiche. Poi è arrivata l’istanza di concessione dell’intera area di sbarco, imbarco e servizi avanzata dalla Atlantica di navigazione Spa del Gruppo Grimaldi. Adesso arriva un provvedimento dirigenziale del Settore annona del Comune di Brindisi, che inibisce la prosecuzione dell’attività del bar che si trova all’interno del prefabbricato usato come terminal dall’Autorità Portuale, all’interno del varco doganale di Costa Morena – Punta delle Terrare.

Il danno per l’operatore privato è grande: il periodo delle festività di Natale è uno di quelli di maggiore afflusso di passeggeri, famiglie albanesi, macedoni, bulgare, romene, moldave che tornano a casa in auto per le ferie. Ma l’arrivo dei vigili urbani dell’Annona, questa mattina, ha obbligato il gestore ha chiudere il bar e a licenziare alcuni dipendenti che si alternano a turno nel terminal prefabbricato. Ma non è il gestore a non essere in regola, bensì l’Autorità Portuale che è l’ente che ha rilasciato la concessione all’operatore privato, previa approvazione del Comitato Portuale.

Un bene demaniale, una struttura pubblica che si trova sul demanio marittimo per poter essere utilizzata direttamente o da terzi, deve ovviamente corrispondere ai requisiti delle normative urbanistiche, edilizie, sanitarie. A quanto pare le cose non stanno così non solo per il progetto del terminal Le Vele, ma anche per le opere pre-esistenti. Questa è la lettura della situazione fatta dagli uffici comunali competenti, che il 5 dicembre avevano richiesto all’Autorità Portuale tutta la documentazione relativa all’agibilità del prefabbricato. L’authority non ha risposto, ma ha fornito alcuni documenti e certificazioni all’operatore privato concessionario, affinché li esibisse al Comune.

Ma le carte prodotte non hanno superato la prova per vari vizi e difformità evidentemente rilevate dai funzionari addetti al procedimento, che hanno oggi inviato i vigili urbani a notificare all’inconsapevole gestore del bar del terminal prefabbricato l’inibizione alla prosecuzione dell’attività, proprio nel cuore dell’esodo delle festività natalizie. E in tutta questa vicenda, in cui a rimetterci sono una impresa brindisina ed i suoi dipendenti, torna il dubbio sulle promesse di investimento del gruppo Grimaldi per rilanciare queste strutture. Ma se non hanno l’agibilità, come ha fatto l’Autorità Portuale negli anni passati a cederle in concessione, e come farà in futuro?

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