Incendio al Cillarese, chiuse le indagini: "Responsabilità da parte di Rfi"

Ricadrebbero sulla società Rete Ferroviaria Italiana le responsabilità dello spaventoso incendio che lo scorso 25 luglio ha distrutto oltre 30 ettari di vegetazione nell’invaso del Cillarese

BRINDISI – Ricadrebbero sulla società Rete Ferroviaria Italiana le responsabilità dello spaventoso incendio che lo scorso 25 luglio ha distrutto oltre 30 ettari di vegetazione nell’invaso del Cillarese, rendendo necessaria l’evacuazione dei 10 ospiti che si trovavano all’interno della masseria Cillarese, situata a ridosso del bacino artificiale.

E’ questa la conclusione alla quale sono giunti i carabinieri del gruppo forestale di Brindisi al comando del colonnello Ruggiero Capone, a seguito delle indagini sull’origine del rogo che per oltre nove ore tenne impegnate diverse squadre di vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi, con l’ausilio di due aerei “Fire boss” levatisi in volo dalla base di Grottaglie.

Cillarese 3-2-2

Rfi, da quanto si legge in una nota diramata dai forestali, “non ha ottemperato alle disposizioni dell’ art. 4 della Legge Regionale 38 del 2016, che ha rinnovellato la materia, in conformità alla disciplina-quadro nazionale”. “La norma fa obbligo a Enti e Società a gestori di infrastrutture viarie e ferroviarie di ripulire banchine, cunette e scarpate di propria competenza, da vegetazione erbacea, residui vegetali e ogni materiale infiammabile, in modo altresì da evitarne il ricaccio nel periodo di grave pericolosità”. 

Stando agli elementi raccolti dagli investigatori, i punti principali da cui l’incendio si è propagato sono stati due, entrambi lungo la linea ferroviaria Bologna-Lecce, che in quel tratto riceve la confluenza della Taranto-Brindisi, nei pressi della fermata dell’ Ospedale “Perrino”.
Il vento ha fatto la sua parte, sospingendo le fiamme in più direzioni a seconda della sua evoluzione nell’ arco della giornata, facendo inizialmente supporre che i punti di insorgenza dei focolai fossero in numero maggiore.

Cillarese 4-2-2

L’ ipotesi di reato, dunque, per cui i carabinieri forestali hanno inoltrato dettagliata informativa alla Procura della Repubblica di Brindisi, è quella di incendio boschivo colposo (art. 423-bis, 2° comma, del Codice penale), “poiché l’ incendio, originatosi dalla linea ferroviaria – si legge ancora nella nota dei forestali - si è propagato lungo la stessa, quindi lateralmente, fino ad investire terreni agricoli ed il rimboschimento del Cillarese dove, stanti le condizioni di vento di quel giorno, è avvampato avvolgendo le chiome degli alberi e assumendo proporzioni disastrose”.

La responsabilità dunque ricadono su Rfi, perché i lavori di prevenzione previsti dalla legge “non erano evidentemente stati effettuati”; “la linea ferroviaria, che nel tratto in questione presenta segmenti a livello del piano di campagna così come in rilevato e interrati – sostengono i forestali - è risultata fiancheggiata in prevalenza da vegetazione seccaginosa, che ha agito come ‘miccia’ nella propagazione lungo lo stesso asse e nelle aree contermini”. “Un caso emblematico – concludono i forestali - di prevenzione non eseguita, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti”. 

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