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Incendio all’auto del genero dell’ex sindaco: arrestato il complice dell’attentatore

Gianni Caputo, 35 anni, ritenuto il secondo uomo: eseguita ordinanza di custodia ai domiciliari

SAN DONACI – Secondo arresto per l’incendio appiccato alla Mercedes classe A del genero dell’ex sindaco di San Donaci: per la Procura di Brindisi, Gianni Caputo, 35 anni, sarebbe il complice dell’attentatore, Carmelo del Prete, 31 anni, rimasto ustionato la sera dello scorso primo giugno. Prese fuoco la maglietta che indossava.

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L’ordinanza di custodia

Caputo è indagato con l’accusa di danneggiamento in concorso con Del Prete ed è finito ai domiciliari in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare chiesta e ottenuta dal sostituto procuratore Simona Rizzo di Brindisi, sulla base degli elementi raccolti dai militari della stazione di San Donaci.

Tra gli indizi che il pm e il giudice per le indagini preliminari hanno qualificato come “gravi” ci sarebbe alcune immagini che i carabinieri sono riusciti ad acquisire nell’immediatezza dei fatti. Non è chiaro il movente dell’attentato incendiario. Né l’azione è stata confessata da Del Prete, arrestato in flagranza di reato dopo essere stato soccorso e portato in ospedale, al Perrino di Brindisi, per le ustioni riportate. In sede di convalida, si avvalse della facoltà di non rispondere.

L’interrogatorio di garanzia deve ancora essere fissato. Caputo è difeso dall’avvocato Francesco Cascione del foro di Brindisi. Davanti al gip avrà modo di chiarire la sua posizione a partire dal motivo della sua presenza lì dove è avvenuto l’incendio dell’auto. Per l’accusa, anche Caputo era in via Galileo Galilei.

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L’incendio e il mistero sul rogo

Il rogo è divampato la sera del primo giugno, attorno alle 23: le fiamme avvolsero la Mercedes classe A del genero dell’ormai ex sindaco Domenico Fina, arrivato alla scadenza naturale del mandato e impegnato in quei giorni nella campagna elettorale a sostegno del candidato – poi eletto – Angelo Marasco. Nella civica del neo primo cittadino era candidata al Consiglio comunale Valentina Fina, figlia del sindaco uscente. Ma il movente di natura politico-amministrativo sarebbe stato escluso, non essendoci elementi tali per sostenere un collegamento tra l’incendio e le vicende del Municipio. Un mistero, appunto.

Nell’incendio, venne coinvolta una Fiat Uno, l’auto che nella ricostruzione della Procura sarebbe stata usata dai due considerati attentatori: Del Prete come esecutore materiale, Caputo in qualità di complice. Le fiamme furono spente dai vigili del fuoco, intervenuti prontamente dalla sede del comando provinciale di Brindisi, dopo essere stati chiamati da alcune persone presenti nella piazza vicina.

Quella sera, a poca distanza da via Galilei c’erano il genero dell’ex sindaco e alcuni amici. A quanto pare, avendo visto le fiamme divampare, avrebbero bloccato l’uomo, poi arrestato dai militari, e avrebbero cercato di impedire che diventasse una torcia umana perché aveva preso fuoco la maglietta che aveva addosso.

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