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Incendio appiccato al Cara-Cie di Restinco: arrestato un migrante

E' scaturito un arresto dai disordini che si sono verificati nel pomeriggio di ieri (9 agosto) all'interno del Cara - Cie di Restinco, in occasione di una manifestazione non autorizzata organizzata da un gruppo di anarchici di Lecce

BRINDISI – E’ scaturito un arresto dai disordini che si sono verificati nel pomeriggio di ieri (9 agosto) all’interno del Cara – Cie di Restinco, in occasione di una manifestazione non autorizzata organizzata da un gruppo di anarchici di Lecce. Le manette ai polsi, con l’accusa di aver appiccato un incendio negli alloggi del dormitorio, sono scattate nei confronti del 22enne Latham Eric Josue Lath, proveniente dalla Costa D’Avorio. I poliziotti della Digos di Brindisi hanno identificato il migrante, accertandone la responsabilità avuta nel rogo, grazie alle telecamere installate al’interno della struttura.

L’area era sorvegliata da decine di uomini delle forze dell’ordine fra poliziotti, finanzieri e carabinieri in tenuta anti sommossa, che hanno Latham Eric Josue Lath-2letteralmente circondato l’edificio, tenendo sotto controllo i manifestanti. A organizzare la manifestazione svoltasi all’esterno del centro, a ridosso della recinzione metallica confinante con il dormitorio del Cie, sarebbero stati gli attivisti dello spazio anarchico “Villa matta occupata”, nell’ambito della mobilitazione nazionale “Contro l’Isolamento, contro ogni prigione, in solidarietà con gli immigrati reclusi”. 

In 70 hanno raggiunto le campagne di Restinco intorno alle ore 18. Le forze dell’ordine erano già sul posto al momento del loro arrivo. Come già accaduto in occasione delle precedenti sortite all’esterno del Cara-Cie, sono stati espressi i consueti slogans contro strutture di accoglienza per extra comunitari e le Forze di Polizia“ fuoco ai cie”, “cie lager”, “piu’ sbirri morti…” , e sono stati rivolti agli extra comunitari più inviti, anche in lingue diverse, alla ribellione, all’incendio ed alla fuga, fornendo anche utenze cellulari cui chiedere consigli legali.

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Intorno alle ore 19, alcuni migranti hanno iniziato ad agitarsi e, dopo essersi lamentati delle condizioni igienico sanitarie e del cibo, hanno appiccato il fuoco, dapprima a due stanze del modulo A e immediatamente dopo, a una stanza del modulo B.

L’incendio, sviluppatosi per il fuoco di numerose lenzuola e materassi, ha interessato oltre una ventina di posti letto, provocando ingenti fiamme e copioso fumo acre e tossico. Il rogo è stato immediatamente domato grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, i quali hanno rimarcato che le conseguenze dell’incendio avrebbero potuto essere gravissime, se non fosse stato allestito un presidio dei pompieri sul posto. 

Le indagini sono state immediatamente avviate dagli uomini della Digos, i quali hanno acquisito le immagini riprese dalle telecamere di cui è dotata la struttura. E’ stato dunque accertato che la “telecamera numero7” installata nel corridoio del “modulo A”, alle ore 18:48:57 riprendeva un cittadino extracomunitario di colore che, uscendo da una stanza del modulo abitativo, transitava nel corridoio con un lembo di stoffa visibilmente in fiamme, dirigendosi con passo deciso all’interno della stanza da letto in cui si era sviluppato l’incendio.

Disordini Restinco-2

“Sebbene nelle stanze da letto non sia consentita l’installazione di telecamere di video sorveglianza – si legge in una nota della questura - le dinamiche e le circostanze soprattutto temporali non hanno lasciato spazio ad interpretazioni differenti in ordine alle acclarate responsabilità emerse sul conto di Lath”. 

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Questi fra l’altro in passato, a Cremona, aveva già tenuto impegnate in diverse circostanze le forze dell’ordine, come dimostrato dalle denunce che gravano sul suo conto: il 2 settembre 2015 per il reato di rapina aggravata; il 22 ottobre 2014 per il reato di furto; il  30 maggio 2015 per il reato di percosse, danneggiamento e ricettazione; il  4 luglio 2015 per il reato di oltraggio pubblico ufficiale; il 16 agosto 2015 per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale reclusione ) e, in data 14.07.2016 per il reato di resistenza e lesioni aggravate. E infine il suo “curriculum” è completato da un paio di arresti, sempre per danneggiamento e resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. 

Ma il lavoro della Digos non finisce con l’arresto dell’ivoriano. Non è escluso infatti che si possa configurare l'ipotesi di reato di istigazione all'incendio a carico di alcuni degli anarchici. 

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