Cronaca Mesagne / Via Vecchia Francavilla

Incendio con morto alla villetta: fermo convalidato, Gullace resta in carcere

Resta il carcere il 25enne Girolamo Gullace, la persona sopravvissuta all'esplosione scaturita dall'incendio che la notte fra il 23 e il 24 luglio ha distrutto una villetta nelle campagne di Mesagne, provocando la morte del 44enne Dominique Scarfone, esponente della malavita calabrese. Il gip del tribunale di Brindisi ha convalidato il provvedimento di fermo

MESAGNE - Resta il carcere il 25enne Girolamo Gullace, la persona sopravvissuta all’esplosione scaturita dall’incendio doloso che la notte fra il 23 e il 24 luglio ha distrutto una villetta nelle campagne di Mesagne, provocando la morte del 44enne Dominique Scarfone, esponente della malavita calabrese. Il gip del tribunale di Brindisi ha convalidato il provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso nella serata di mercoledì (24 giugno) a carico di Gullace, residente a Gioia Tauro (Calabria). Difeso dall’avvocato Riccardo Mele, il giovane, incensurato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E' accusato di incendio doloso aggravato e di morte conseguente da altro delitto. La versione dei fatti fornita dal calabrese non ha mai convinto gli investigatori. I poliziotti del commissariato di Mesagne e della Squadra mobile di Brindisi, in sinergia con il pm Valeria Farina Valaori, stanno lavorando a ritmo serrato per far luce sul reale scenario che fa da sfondo a questa vicenda. 

Di certo c’è che Gullace e Scarfone hanno raggiunto Mesagne la notte in cui si è verificato l'incendio. Utilizzavano dalla fine del 2014 la villetta in contrada “La Tagliata, sulla via vecchia per Francavilla, di proprietà dell’autotrasportatore mesagnese Maurizio Tanzarella. Non c’era nessun contratto di locazione. Solo un accordo verbale fra le parti. Intorno alle ore 4, dopo aver raccolto le loro suppellettili, Gullace e Scarfone hanno cosparso l’abitazione di liquido infiammabile, utilizzando un contenitore successivamente posto sotto sequestro.

L’ambiente saturo di vapori si è trasformato in una bomba. Gullace ha raggiunto il cortile, mettendosi in salvo. Il 44enne non ha avuto scampo. Il suo corpo è stato trovato nella vasca da bagno, dove con ogni probabilità aveva cercato riparo dalle fiamme. 

Il 25enne, uscito praticamente illeso dalla deflagrazione, fu ascoltato a lungo dalle forze dell’ordine. A suo dire avevano deciso di dar fuoco alla casa per ripicca nei confronti del proprietario dell’immobile, che intendeva sfrattarli. Ma il racconto di Gullace era pieno di contraddizioni e zone d’ombra. Lascia perplessi la storia dei due lavoratori in trasferta (Scarfone era di fatto il responsabile di una ditta attiva nella manutenzione delle macchinette, con sedi in Calabria e nel Modenese) animati da risentimento nei confronti del proprietario che li ha cacciati da casa. 

Non si può non tenere conto, del resto, dei trascorsi giudiziari di Scarfone, detto “Mimmo il calabrese”, attivo nel business dei videopoker, arrestato nel 2008 dalla Squadra mobile di Modena per un giro di usura da 20 milioni di euro e indagato dalla guardia di finanza di Lecce nell'ambito di un'inchiesta su un network criminoso che faceva fatturato con le slot machine taroccate.

E’ difficile pensare che i due si siano spostati dalla Calabria a Mesagne solo per regolare una questione privata legata all’utilizzo di una villetta di campagna. Quell’esplosione nasconde dei risvolti ben più importanti, di cui gli investigatori intendono venire a capo. 

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