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Porto, presunti abusi edilizi: sei indagati, fra cui Patroni Griffi

Notificata una richiesta di proroga delle indagini nell'ambito di una inchiesta sul terminale Le Vele

BRINDISI – Il porto di Brindisi finisce al centro di una nuova inchiesta per un presunto abuso edilizio. Nel mirino della Procura di Brindisi vi è il progetto riguardante il terminal paseggeri “Le Vele”, previsto, ma mai realizzato, nell’area di Costa Morena. Una richiesta di proroga delle indagini preliminari è stata notificata oggi (mercoledì 3 marzo) al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, uno patroni Griffi, e ad altri cinque indagati. Tra questi l’ex commissario dell’Autorità portuale, Mario Valente, già comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, il dirigente dell’Authority, Francesco Di Leverano, il direttore dei lavori, Cristian Casilli, e gli imprenditori Devis Rizzo e Francesco Caroli. Le indagini sono coordinate dal pm Raffaele Casto. Si procede a vario titolo per i reati di esecuzione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia in assenza di accertamento di conformità, in assenza di autorizzazione, lottizzazione abusiva. Il pm ha disposto inoltre una consulenza tecnica di parte, che è in corso di esecuzione. 

Lo stesso Patroni Griffi ha annunciato tramite il suo profilo Facebook la notizia dell’inchiesta a suo carico. “Insomma a Brindisi - scrive il presidente dell’Authprity - non si vuole che il porto si infrastrutturi. Mi contestano un abuso edilizio per una opera (terminal le vele) non solo i cui lavori erano ripresi prima del mio insediamento, ma sulla cui legittimità si sono stratificate due sentenze del Tribunale di Brindisi (di cui una passata in giudicato), e il parere di numerose commissioni tecniche e finanche provvedimenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”. 

“A parte che non è stato edificato neanche un metro cubo (causa insolvenza appaltatore) – prosegue Patroni Griffi - non posso non rilevare che tra le motivazioni per la proroga delle indagini sia addotta la non condivisione della recente sentenza del Consiglio di Stato (come noto supremo organo della giustizia amministrativa), dacché, sulla scorta della convinzione espressa dall'avvocato del Comune (parte soccombente) la sentenza (passata in giudicato) sarebbe erronea. Quando pensi di averle viste davvero tutte”. Patroni Griffi, sempre tramite il suo account, esprime inoltre “enorme sorpresa per il fatto che il Ctu la stessa persona per cui, su mandato del compianto Vito Vasile, promossi un giudizio di responsabilità (credo chiedendo circa otto milioni di euro di danni)”. “È legittimo che renda una Ctu – si chiede Patroni Griffi -  in un processo in cui io sono indagato? La risposta da professore di diritto è ovvia. Probabilmente si applica un codice che non conosco”. Patroni Griffi, fra l’altro, è coinvolto anche nell’inchiesta, coordinata sempre dal pm Raffaele Casto, su presunti abusi edilizi riguardante la realizzazione delle opere di security nel porto di Brindisi, approdata lo scorso 23 gennaio alla richiesta di rinvio a giudizio. 

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