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Inchiesta Fidelis, spaccio di cocaina: torna libera una indagata

Il gip accoglie l'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato Daniela D'Amuri nei confronti della brindisina Monica Mangione

BRINDISI – Torna in libertà la brindisina Monica Mangione, 48 anni, sottoposta a misura cautelare in regime di domiciliari nell’ambito dell’inchiesta, denominata Fidelis, sui canali di rifornimento di sostanza stupefacente di un sodalizio malavitoso attivo a Brindisi. Il gip Sergio Mario Tosi ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Daniela D’Amuri.

I dettagli dell'inchiesta Fidelis

L’indagata, da quanto appurato dai carabinieri del Norm del comando provinciale di Brindisi, in concorso con altre persone avrebbe momentaneamente occultato un quantitativo imprecisato di cocaina, poi trasportato presso l’abitazione di un altro indagato.

I dettagli dell'inchiesta Synedrium

Partita nel novembre 2017 a seguito del ferimento di Damiano Truppi, l’indagine ha portato lo scorso 13 febbraio all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 22 indagati, di cui 14 accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Quello stesso giorno è stato emesso anche un secondo provvedimento restrtittivo a carico di altre 20 persone, nell’ambito dell’inchiesta, denominata Synedrium, sulle attività illecite del clan Romano/Coffa, operante a Brindisi quale frangia della Sacra corona unita. 

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